La Lunga Bolina Trofeo Banca Patrimoni Sella & C. 2026
Si è chiusa all’Argentario la 16. La Lunga Bolina Trofeo Banca Patrimoni Sella & C., organizzata dal Circolo Canottieri Aniene in collaborazione con lo Yacht Club Santo Stefano, con il supporto di partner, istituzioni e realtà del territorio.
La Lunga Bolina 2026 è stata caratterizzata da giornate di grande bellezza e da condizioni particolarmente favorevoli nell’area dell’Argentario, con vento termico anche medio forte che ha accompagnato molte delle prove in programma. Ne hanno beneficiato gli Este 24 impegnati nella Coastal Race e nel Palio Velico dell’Argentario, le imbarcazioni della Coastal Cruise e soprattutto i Wingfoil, che al Lido di Giannella hanno trovato condizioni fantastiche per volare sull’acqua.
La regata Offshore Trofeo Banca Patrimoni Sella & C., icona de La Lunga Bolina ha visto la flotta partire con buone condizioni di vento termico nella zona di partenza e nella prima parte del percorso, affrontata con una lunga andatura di bolina verso nord. La seconda parte della navigazione è stata invece segnata da importanti variazioni di direzione e intensità del vento. Il Giglio ha rappresentato il primo vero punto critico che ha reso la regata ancora più selettiva dal punto di vista tattico.
Claudio Arborea, skipper di Carbonita, primo a tagliare il traguardo in tempo reale a Porto Santo Stefano dopo 28 ore 10’58” di navigazione ha affermato che «è stata per noi una regata molto tecnica caratterizzata nel bene e nel male dalle numerose transizioni di vento. Purtroppo la notte non ci è stata amica, in quanto il vento molto leggero non ci ha permesso di lasciare Pianosa a dritta facendoci fare molta strada in più. I nostri avversari non si sono fatti scappare l’opportunità di ricucire il divario e superarci. Da lì per noi è iniziata una nuova regata in rimonta».
La navigazione tra Argentario, isole e canali ha offerto ancora una volta lo scenario tecnico che rende questa regata una delle prove più riconoscibili del calendario d’altura. Non è stata soltanto una questione di velocità, ma di pazienza, lucidità e capacità di mantenere la concentrazione anche quando il vento ha iniziato a cambiare volto.
Nei due sistemi di compenso ORC e IRC la vittoria assoluta è andata a Chestress, il J109 di Leonardo Petti (Circolo Velico Tevere Remo). «Regatiamo a La Lunga Bolina con costanza sin dal lontano 2011 – ha detto Petti – e ogni edizione conferma quanto l’organizzazione sia collaudata e di altissimo livello. Navigare tra le isole dell’Arcipelago Toscano in piena primavera ci ha permesso di godere di splendide giornate, di scenari suggestivi e, al contempo, di misurarci con complesse transizioni tattiche che hanno messo alla prova ogni decisione fatta a bordo».
Nel sistema ORC, Chestress si è imposta anche in Classe C, mentre Lancillotto, il First 40 di Adriano Addobbati del primo Circolo Remiero Terracina, ha vinto in Classe B. In Classe A successo per Kuka 4, il MAT 12.20 di Franco Niggeler (Associazione Nautica Sebina), mentre in Classe 0 il primo posto è andato a Carbonita, il Neo 570 di Emmanouil Kondylis del Circolo Vela Bari, vincitore anche della “Line of Honours”.
Tra gli equipaggi X2, i primi di classe sono stati Swift 2, Pogo 44 di Giulio Ranzo del Circolo Canottieri Aniene, Atahualpa, Sun Odyssey 45.2 di Bruno Battista (Reale Circolo Canottieri Tevere Remo) e Zabriskie Point 2, Figaro 2 di Marco Franzetti (Circolo Velico Lago di Lugano), con Atahualpa e Zabriskie vincitori di classe sia in ORC che in IRC.
Nel sistema IRC, Chestress ha firmato il successo assoluto e il primo posto in Classe C. In Classe B la vittoria è andata ad Atahualpa, il Sun Odyssey 45.2 di Bruno Battista, che ha ottenuto anche il primo posto X2 della classe. In Classe A si è imposto Kuka 4, il MAT 12.20 di Franco Niggeler, mentre in IRC 0 il primo posto è andato a Durlindana IV, lo Swan 601 di Giancarlo Gianni dello Yacht Club Santo Stefano.
Grande successo per la novità 2026 de La Lunga Bolina che ha portato al Lido di Giannella la prima tappa di Coppa Italia Grand Prix Wingfoil. Un debutto capace di abbracciare più generazioni all’interno dello stesso evento, dal più giovane partecipante allo stage organizzato nei due giorni precedenti che fa parte del programma della FIV Foil Academy powered by Luna Rossa, Leon Comerlati, 9 anni, ancora troppo piccolo per prendere parte alla regata, fino agli atleti senior, master e grand master. Un arco generazionale molto ampio, unito dalla stessa voglia di vivere l’adrenalina, la velocità e la dimensione più contemporanea del wingfoil, disciplina emergente e già candidata a entrare nel programma olimpico nei prossimi quadrienni.
Felice la campionessa olimpica e socia del CC Aniene, Alessandra Sensini che ha curato la manifestazione.
Sul piano sportivo, la tappa si è chiusa con 14 prove disputate e tre scarti. Nel podio overall maschile successo di Gregorio Pugliese (Windsurf Livorno) con 6 punti di vantaggio su Francesco Cappuzzo (Reef), terzo gradino del podio di Michele Capitani (Tognazzi Marine Village), separato da Cappuzzo da un solo punto. Nel podio femminile overall, prima la ligure Marta Monge (Club del Mare Diano Marina) seguita da Lara Cristina Talarico (Chia Wind Club) e da Charlotte Baruzzi (Reef).
Nelle classifiche di categoria, tra gli U15 si è imposto Mirco Policardi del Circolo Surf Torbole, tra gli U17 Andrea Cucciniello, sempre del Circolo Surf Torbole, mentre negli U19 il primo posto è andato a Michele Capitani del Tognazzi Marine Village. Tra i Master successo di Alberto Cocchi, (Windsurf Livorno), mentre nei Grand Master il primo classificato è stato Paolo Migliorini (Circolo Surf Torbole).
Tra le flotte più dinamiche, gli Este 24 hanno confermato ancora una volta la propria capacità di interpretare più anime della regata. Il monotipo ha infatti disputato il maggior numero di tipologie di prove, tra trasferimenti, Stadium Race con il Palio Velico dell’Argentario e regate tra le boe nell’ultima giornata, valide per la Coastal Race Este 24, tappa del circuito di classe.
Sul piano sportivo, la classifica generale della Coastal Race Este 24 ha visto il successo di Kaster24, condotta da Antonio Sodo Migliori dello Yacht Club Costa Smeralda. Secondo posto per La Poderosa 2.0, con Roberto Ugolini, Guido De Matteis, Alberto Bezzi, Roberto Onore e Francesco Violati (CNGM). Terzo posto per Vento dell’Este, la barca portacolori del Circolo Canottieri Aniene con Paolo Brinati, Niccolò Hausmann, Federico Arquilla Lupi, Luca Borsotti e Filippo Carfagni.
Nella Coastal Cruise, sia in overall che in Classe C la vittoria va a Jill, 6 Metri S.I. con Alessandro Maria Rinaldi, che ha chiuso al primo posto con due primi parziali. Seconda BobKat, altro 6 Metri S.I. con Cristiana Monina, terzo Sea Dust, Sun Fast 37 con Giulio Bicciolo e Palma Antonio Laureti dello Yacht Club Santo Stefano. In Classe B successo per Chimera I, Grand Soleil 43 B con Guido Mancini del Circolo Nautico Riva di Traiano.
«Portare in gara due barche 6 Metri Stazza Internazionale del 1931 e metterle a confronto con imbarcazioni moderne è stata già una sfida – ha affermato Alessandro Maria Rinaldi – ma vincerla è stata un’emozione ancor più straordinaria. Oltre a questo, la bellezza mozzafiato del campo di regata ci ha permesso di sfruttare appieno le potenzialità di queste barche, che vantano una formula metrica eccezionale grazie alle superfici di fiocco e randa decisamente fuori dal comune, frutto della matita di Olin Stephens. Con uno scafo basso e appendici lunghissime, queste imbarcazioni raggiungono una lunghezza fuori tutto di oltre 11 metri con slanci di 3,5 metri. L’opera viva, modellata come un pesce d’altura, le trasforma in siluri a vela. Dopo quasi un secolo, Jill e BobKat, con i loro preziosi numeri velici USA 56 e USA 54 del Team americano, si ritrovano di nuovo insieme, questa volta a gareggiare e vincere nelle acque dell’Argentario. È passato quasi un secolo dalla loro ultima vittoria alla British American Cup di Cowes contro gli inglesi e le loro performance sono ancora al top, grazie a una scrupolosa messa a punto nei mesi invernali presso il Cantiere Navale dell’Argentario».













