Il CC Aniene ricorda i 100 anni
dalla nascita di Carlo Azeglio Ciampi

mercoledì 9 Dicembre 2020

Cento anni fa, il 9 dicembre 1920, nasceva a Livorno Carlo Azeglio Ciampi. Governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei Ministri, ministro del Tesoro e della Programmazione economica quindi presidente della Repubblica dal 1999 al 2006, Ciampi è stato il primo premier e primo Capo di Stato non parlamentare nella storia della Repubblica.

Ciampi, che è scomparso il 16 settembre 2016, è stato Socio del Circolo Canottieri Aniene dal 2006 che oggi lo ricorda con affetto.

Cestista in gioventù ai tempi della Scuola Normale di Pisa, Ciampi ha sempre avuto una particolare attenzione per il mondo dello sport. Nel suo ultimo incontro al Quirinale, a fine 2004 ricevendo i campioni azzurri reduci dalle Olimpiadi di Atene 2004, si intrattenne a lungo con loro e disse che durante il suo mandato la vittoria che lo aveva emozionato di più era stata quella di Stefano Baldini nella maratona olimpica. «Ho seguito sempre i Giochi – disse Ciampi quel giorno – e ho gioito per ogni successo dei nostri atleti. Ma il successo di Baldini mi ha lasciato qualcosa dentro, così come il trionfo di Paolo Bettini nel ciclismo».

È stato, in gioventù, giocatore di basket nonostante la non eccelsa altezza. Ciampi ha ricordato quell’esordio seguito a tanti giorni da spettatore alla finestra proprio alla Normale di Pisa, in piazza dei Cavalieri dalla quale osservava allenamenti e partite dei suoi compagni di scuola. «Decisi di non stare più “…alla finestra”. Chiesi ed ottenni di aggregarmi agli allenamenti del Cus Pisa – è stato il suo ricordo – Nonostante un sottile scetticismo, da alcuni per nulla dissimulato, vi fu una sincera disponibilità ad ammettermi nel gruppo, forse perché molti della compagnia erano livornesi come me. Cominciai ad allenarmi. All’inizio le difficoltà furono tante, quasi come l’appellativo di “bischero” che veniva affibbiato a tutti ad ogni occasione e che in quel periodo, ricordo, mi divenne molto, ma molto familiare. Dopo non poca pratica mi ritagliai comunque, a fatica, un ruolo di playmaker che doveva essere almeno dignitoso, se è vero che mi fu proposto di entrare in squadra. Accettai volentieri e giocai vari spezzoni di gare. C’erano molti livornesi e questo facilitò il mio inserimento. Quelli del Cus Pisa erano tutti più alti di me, non altissimi però, come avviene oggi. Allora la statura media degli italiani non era particolarmente elevata e i giovani dell’altezza di 1,80-1,90 centimetri, e oltre, non erano tanti».