Federica Pellegrini, show e lacrime: conquista il pass per la quinta Olimpiade

venerdì 2 Aprile 2021

Federica Pellegrini è splendida. Protagonista della terza giornata dei campionati italiani Assoluti UnipolSai di Riccione, la Divina ha conquistato non solo il titolo nei suoi 200sl ma il pass olimpico, quello della sua quinta avventura a cinque cerchi, una vicenda cominciata da bimba – sedici anni appena compiuti allora – con uno straordinario argento ad Atene 2004.

Nel giorno di Federica, l’Aniene ha conquistato anche i titoli italiani con Elena Di Liddo e Piero Codia nei 100 farfalla, Nicolò Martinenghi nei 50 rana e Silvia Scalia nei 50 dorso. Cinque successi, quindi, con l’aggiunta di tre secondi e tre terzi posti.

Il palcoscenico, al di là del valore tecnico di altre prestazioni come quella di Martinenghi, è di Federica Pellegrini. Nessuna come lei che a Tokyo prenderà parte alla sua quinta Olimpiade, e nessun nuotatore italiano vi era mai riuscito. Fede ha dominato i suoi 200 stile libero cogliendo l’ennesimo traguardo di una carriera che definire straordinaria appare quasi riduttivo. La vincitrice di tutto, tesserata per l’Aniene dal 2005, ha toccato in 1’56”69 (56”24 ai 100), tre decimi in meno rispetto al limite richiesto per i Giochi (1’56”9). Dietro di lei, un’altra ragazza di casa Aniene, Margherita Panziera 1’59”52.

Ha pianto, Fede, lacrime liberatorie dopo mesi non sempre facili, allenamenti, pandemia, Covid. «Scusate per le lacrime ma non sono stati mesi semplici questi ultimi. Nuotare questo tempo non è stato facile – ha spiegato la 33enne di Spinea, seguita da Matteo Giunta – C’era tanta rabbia ieri per qual decimo che mancava nei 100 e invece il limite per Tokyo è venuto oggi ed è ancora più bello perché è la mia gara. Sono contenta del tempo, di tutto. Sono in linea con gli altri campionati italiani fatti negli anni scorsi. Adesso si respira molto meglio. Sono arrivata alla quinta Olimpiade, sono tante e mi viene da piangere un’altra volta».

I 100 rana hanno regalato con tre atlete sotto il record italiano e il limite olimpico (1’06”9). Il colpo lo ha piazzato Martina Carraro che si è presa con una prestazione stratosferica il titolo. La 27enne di Genova ha riscritto la storia rompendo il muro dell’1’06” nuotando in 1’05”86 cancellando l’1’06”02 siglato agli Assoluti invernali di dicembre da Benedetta Pilato dell’Aniene), seconda in 1’06”00 che vale comunque il primato italiano cadette e juniores, ex aequo con Arianna Castiglioni.

I 50 rana non sono distanza olimpica ma garanzia sempre di spettacolo, soprattutto se in acqua c’è Nicolò Martinenghi che non ci pensa proprio a fermare la sua poderosa ascesa. Il 21enne di Varese che nuoto per l’Aniene ha fatto il vuoto e ha vinto in 26”39, record italiano che ritocca il 26”47 realizzato in mattinata in batteria e che a sua volta aveva abbassato il 26”56 siglato tre mesi fa sempre a Riccione quando cancellò il 26”70 registrato da Fabio Scozzoli ai Mondiali in Corea del Sud, a Gwangju, il 23 luglio 2019. L’enfant prodige lombardo è salito al terzo posto nel ranking mondiale di tutti i tempi: davanti a lui solo il britannico e primatista europeo e mondiale Adam Peaty (25”95) e il brasiliano Felipe Lima (26”33).

«Due record in un giorno è una prova di maturità agonistica. Sto bene e so cosa sto facendo quando nuoto. Sono molto contento. È un record italiano che mi porto a casa col cuore – ha detto Nicolò – Scalare le classifiche un passo alla volta è un altro grandissimo risultato per me. Torno da Riccione con una valigia ricca di soddisfazioni. Volevo venire qui per migliorarmi, era il mio obiettivo. Abbiamo preparato questa gara con grande attenzione e il riscontro ci infonde ancora più fiducia per il futuro».

La favorita Elena Di Liddo, azzurra dell’Aniene, si è imposta nei 100 farfalla. La ventisettenne di Bisceglie seguita da Raffaele Girardi, quarta ai Mondiali di Gwangju, ha chiuso in 57”85, sotto il tempo richiesto per la staffetta mista olimpica (57”92). «Tre decimi dal limite per la gara individuale fanno sempre un po’ indispettire ma conosciamo tutti la situazione che stiamo vivendo – ha detto la primatista italiana (57”04) – Chi più e chi meno abbiamo avuto tutti delle difficoltà. Comunque sono contenta della vittoria e della qualificazione agli Europei di Budapest. Adesso lavorerò per migliorare ancora. Ho avuto il virus ma ho riscontrato più problemi per la carenza di strutture che per altro. C’è stato un periodo in cui la mia piscina era chiusa e non potevo neanche fare palestra. Con mio padre preparatore atletico abbiamo fatto ciò che si poteva in un campo di atletica. Spero che pian piano questa situazione vada migliorando».

Nei 100 farfalla zampata del primatista italiano (50”64) Piero Codia, atleta del CC Aniene. Il campione europeo in carica allenato da Alessandro D’Alessandro ha chiuso in 52”06, distante oltre mezzo secondo dal limite per Tokyo (51”5). Alle sue spalle Federico Burdisso con 52”14 e terzo il nostro Matteo Rivolta in 52”20.

Silvia Scalia, infine, ha vinto i 50 dorso. La 25enne lombarda dell’Aniene, allenata da Gianni Leoni, ha toccato in 28”17. Terza, Margherita Panziera in 28”38.

Secondo posto per Stefano Di Cola nei 200sl con 1’47”45 (primato personale, precedente 1’47”78) nella finale vinta da Stefano Ballo (1’46”76) e terzo per Christopher Ciccarese nei 100 dorso, la gara che ha aperto il pomeriggio delle finali, con 54”86, con il successo andato a Simone Sabbioni in 53”91.

Foto Giorgio Scala/DBM