Cortina, il sogno olimpico continua
Un libro per ricordare i Giochi olimpici di Cortina 1956 e guardare a quelli di oggi. Una vigilia a cinque cerchi sulla neve celebrata nel Salone del Circolo con la presentazione del volume curato da Eleonora De Filippis con Massimo Spampani, «Cortina 1956, Le prime Olimpiadi bianche in Italia».
Gianluca Lorenzi, il Sindaco di Cortina, ha inviato un videosaluto, impossibilitato a muoversi visto il lavoro che in queste giornate di vigilia è chiamato a svolgere. Lorenzi ha fatto sentire il calore che Cortina vive adesso per un evento tanto importante quanto suggestivo, ricordando che i Giochi di settanta anni fa hanno dato ancora più lustro alla città.
Massimo Fabbricini, il Presidente dell’Aniene, ha introdotto la serata mostrando la grande attenzione dei Soci per Cortina definendola quasi una parte del Circolo, e poi ha elogiato il lavoro di Giordano Bruno Fabjan, Segretario generale dei VII Giochi olimpici invernali del 1956, la cui figlia Barbara è stata presente alla serata condotta da Novella Calligaris.
Giovanni Malagò e Mario Pescante hanno portato le loro testimonianze, con il Presidente onorario del Circolo ma soprattutto fautore della candidatura – e del successo – dei Giochi di Cortina-Milano 2026 che ha ricordato l’occasione persa da Roma per i Giochi olimpici del 2024. È, quella, una ferita per la città che ha perso una grande opportunità. Malagò ha parlato del legame che c’è tra l’Aniene e le Olimpiadi poiché «all’epoca di Roma 1960 la piscina di 33 metri del Circolo è servita al Settebello che ha vinto la medaglia d’oro. I giocatori venivano a piedi dal Villaggio olimpico per allenarsi, ma quello era un altro tempo». Milano-Cortina 2026 e non Roma 2024. «Quella candidatura è nata sulle ceneri della rinuncia della Giunta della nostra città – ha ricordato Malagò che adesso è il Presidente della Fondazione Milano-Cortina – Il Comitato internazionale olimpico ha capito la nostra buona fede».
Roma aspettando l’Olimpiade del 1960 si è trasformata, ha visto nascere la via Olimpica, ha visto sorgere impianti straordinari come il Palazzo dello Sport, il Palazzetto di viale Tiziano insieme a tante altre opere. «Da allora non sono più state costruite opere per lo sport di alto livello», ha aggiunto Malagò.
Nel libro ci sono le fotografie e le storie di Cortina. Eleonora De Filippis ha raccontato cola l’ha portata a mettere insieme il suo lavoro con la collaborazione del giornalista Massimo Spampani. «Ho lavorato a una ricerca nell’archivio del Comune di Cortina e ho trovato tante immagini e tante testimonianze. Ho proposto a Massimo (Spampani, ndr) di scrivere un libro a quattro mani e ha continuato a raccogliere storie scovando molto materiale in altri archivi, anche di privati. Ed ecco il nostro racconto di Cortina 1956».
Mario Pescante, anche lui membro del Cio e dirigente che nella sua lunga carriera ha preso parte a 31 edizione dei Giochi olimpici, quindici estive e sedici invernali, ha ricordato il fantastico successo dell’organizzazione nell’edizione di Cortina 1956 arrivata subito dopo gli anni di una disastrosa guerra, la prima Olimpiade ospitata dall’Italia e la prima invernale che ha visto la presenza di atleti dell’Unione Sovietica.
Fotoservizio di Ferdinando Mezzelani/GMT



















