Biliardo / News 16 Dicembre 2016

Biliardo, tre mesi di sfide e divertimento:
grande successo per il torneo sociale

Alla fine di un percorso lungo quasi tre mesi, di divertimento per tanti e di dura fatica soprattutto per il selezionatore/organizzatore/giocatore Stefano Giacinti, si è concluso il torneo sociale di biliardo che ha visto impegnati nelle diverse specialità del panno verde oltre quaranta soci. Sorprese dietro l’angolo strada facendo, ma pronostici sostanzialmente rispettati nelle finali concentrate in una giornata, anche se i risultati sono stati tutti – tranne uno – all’insegna del 3 a 0.

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Ha fatto eccezione la classica delle boccette che ha visto Lello Leonardo prevalere 3-2 su Stefano Giacinti, rimontando da un parziale di 0-2 che dava ai più l’olimpionico del remo come spacciato. Ma evidentemente alla distanza il fisico (anche se in sovrappeso) e l’esperienza (cinque olimpiadi non sono uno scherzo) sono risultati più determinanti della misura in bologna e della picchiata di dritto e di calcio.

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La giostra dell’8 e 15 ha girato nel segno di Lorenzo Scifoni, stecca classificata, vincitore sia nel singolo che nel doppio. Nel singolo ha avuto la meglio sulla fantasia tattica di Federico Santovetti, architetto di belle giocate, vera sorpresa del lungo torneo con vittime illustri nel suo palmarés; nel doppio si è accompagnato a Luca Vagnozzi, estemporaneo traditore del “mi si dia”, per superare la dinastia Boggio, con papà Paolo a far da spalla all’emergente Federico.

Nell’italiana Stefano Giannini si è confermato indiscusso ed indiscutibile padrone della specialità, ricordando a Lorenzo Scifoni che il biliardo vero è quello con i cinque birilli e con poche palle sul panno, per poi cedere nella goriziana ad Attilio Caratti, maestro nel trottare senza rompere quando i birilli diventano nove.

Un titolo è ancora in sospeso, quello della goriziana con le mani: se lo giocheranno il notaio Marco Papi e “Five Stars” Adone Mariotti, quando saranno liberi dai molti impegni professionali ed istituzionali che non hanno loro consentito di rispettare l’appuntamento, dopo aver cavallerescamente proclamato all’unisono di essere disposti a lasciare la palma del vincitore all’altro.

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