Insieme contro il cancro: la lotta ai tumori femminili passa anche dallo sport

mercoledì 27 Ottobre 2021

Ogni anno sono oltre 181mila le donne colpite da un tumore nel nostro Paese. La pratica di uno sport almeno tre volte a settimana migliora la qualità della vita e, per alcuni tumori, riduce il rischio di recidiva. Nasce per questo lo Studio Catalina, il nuovo progetto scientifico sostenuto dalla Fondazione Insieme contro il cancro che ha visto la collaborazione di strutture sanitarie, associazioni di volontariato oncologico e circoli sportivi per definire insieme la migliore esperienza di cura per le malate oncologiche.

Come costruire un patient journey che integri oncologia, nutrizione, psicologia e sport in modo da migliorare prognosi e qualità della vita è obiettivo dello studio. Lo studio è stato co-disegnato da medici e pazienti seguendo la metodologia Human Centered Design per il migliore coinvolgimento delle malate, a partire dall’esperienza dell’Associazione Rosaremo, che da cinque anni, su impulso della sua presidentessa Simona Lavazza, offre alle donne con tumore al seno percorsi di canottaggio.

Promossa dalla professoressa Silvia Novello (Presidente di WALCE – Women Against Lung Cancer in Europe e Ordinario di Oncologia all’Università di Torino) che ne è il responsabile scientifico, l’iniziativa è presentata in una conferenza stampa nel Salone del Circolo Canottieri Aniene alla quale hanno preso parte, in qualità di relatori, la presidente di Walce – Women Against Lung Center, Silvia Novello, il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, il presidente della Federcanottaggio, Giuseppe Abbagnale, la vice presidente della Fondazione Insieme contro il cancro, Francesca Traclò, il rettore dell’Università del Foro Italico, Attilio Parisi, e il professor Francesco Cognetti che è il presidente di Insieme contro il cancro.

Il progetto impegnerà 100 pazienti nella pratica del canottaggio per 12 mesi, con lo scopo di misurarne i benefici in termini di outcome (PROM) e di esperienza di cura (PREM) e di sperimentare in che modo organizzare il percorso di cura valorizzando la collaborazione fra le diverse specializzazioni mediche, le associazioni di volontariato ed i circoli di canottaggio.

«Siamo entusiasti di partecipare a questa iniziativa, perché da sempre ci occupiamo della promozione dell’attività fisica in tutta la popolazione – ha spiegato Carlo Mornati, Segretario Generale del Coni – Lo sport è sempre più importante per il nostro Sistema Paese in quanto può avere non solo una valenza sociale ma anche medica. Va perciò contrastata a 360 gradi la sedentarietà che è una “malattia” ancora troppo diffusa. E questo deve avvenire anche in una categoria di persone molto particolare come le pazienti oncologiche».

«Sport e salute rappresentano un connubio rilevante – ha sottolineato Giuseppe Abbagnale, Presidente della Federazione Italiana Canottaggio – E’ necessario scoprire come l’attività fisica possa interagire con la medicina, affiancandola e migliorando la qualità di vita delle persone. Speriamo che questo studio potrà dare risposte importanti per molte donne. Al tempo stesso contribuirà a promuovere la nostra disciplina sportiva ad un numero maggiore di persone».

«Il canottaggio è uno sport misto sia aerobico che e anaerobico – ha aggiunto il professor Attilio Parisi, Rettore Università di Roma Foro Italico – Può essere molto impegnativo a livello cardiovascolare e respiratorio e perciò offre moltissimi benefici a livello muscolo-scheletrico mettendo in movimento quasi tutto il corpo allo stesso momento».

«Merita quindi di essere meglio analizzato anche da un punto di vista di aiuto che può fornire alla prevenzione oncologica terziaria – ha concluso il professor Francesco Cognetti, Presidente di Insieme contro il Cancro – Per esempio il carcinoma polmonare risulta in crescita a causa dell’incremento del vizio del fumo tra le donne. E molte pazienti non riescono a smettere nemmeno dopo la diagnosi. Altre neoplasie invece, come quello al seno, interessano una parte molto particolare del corpo femminile. Lo sport può rappresentare sempre un alleato del benessere femminile anche per quello di chi sta affrontando una neoplasia».