06 Febbraio 2019

Pizzo, le gesta di un campione nel segno di Recco

Un libro da leggere con curiosità e con il desiderio di scoprire un passato ricco di emozioni che sono la molla per continuare nel futuro a regalare successi. “Eraldo Pizzo. Caimani come me” di Claudio Mangini, presentato nel Salone del Circolo in una serata di grande interesse, non è solo la storia del più grande giocatore di pallanuoto di sempre, Pizzo appunto. E’ la storia di una squadra e una dinastia, Recco, che il Caimano ha raccontato partendo dalle origini e presentando anche una fotografia scattata subito dopo la seconda guerra mondiale che mostra Recco, 5095 abitanti, distrutta.

Da quelle macerie, dall’entusiasmo della gioventù di Recco in quegli anni – parliamo del 1946 – è nata una squadra di caratura mondiale che ha però dovuto attendere un po’ prima di giocare in serie A. «Non c’era la passerella per l’arbitro – ha ricordato Pizzo – e la nostra piscina era il mare. In tanti hanno portato sacchi di cemento e il lavoro della squadra per realizzarla hanno fatto il resto».

Il consocio Dino Zoff, che ha scritto la prefazione del volume, ha sottolineato la grandezza di Eraldo e ha esaltato le imprese del “collega” che come lui ha giocato ad altissimo livello ben oltre i quarant’anni. Giovanni Malagò ha ricordato i successi del campione, gli scudetti che sono 16 («Tutti con Recco tranne uno – ha detto il presidente onorario dell’Aniene – che ha conquistato con Bogliasco»), ma soprattutto la medaglia d’oro olimpica di Roma 1960. «Pensate, quel giorno i campioni del Settebello avevano già vinto l’oro prima di giocare ma poi, a cose fatte, sono stati un po’ oscurati dalla vittoria arrivata quello stesso pomeriggio di Livio Berruti nei 200 metri».

Erano in tanti nel Salone dell’Aniene ad ascoltare le parole di Pizzo, gli aneddoti di tutta una vita (Eraldo compirà 81 anni il prossimo mese di aprile), le storie della Recco capitale mondiale della pallanuoto. «Come Jesi lo è della scherma, anzi del fioretto», ha precisato Malagò. Tanti dicevamo, in un Salone gremito con campioni della pallanuoto come il consocio Maurizio Vallone ma anche Giancarlo Guerrini, Pierluigi Formiconi, Maurizio Felugo, Massimo Moroli e Alessandro Calcaterra. Poi Bubi Dennerlein, Klaus Dibiasi, Giacomo Crosa, Novella Calligaris, Silvia Salis, Paolo Camossi, tutti salutati dal presidente del Circolo, Massimo Fabbricini.