| Indice |
|---|
| Vita sportiva e... |
| Pagina 2 |
| Pagina 3 |
| Pagina 4 |
| Pagina 5 |
| Tutte le pagine |
Anni importanti per la sistemazione logistica del Circolo, ma anche da ricordare per la vita sportiva dell’Aniene. Nel 1963 era nata la sezione tuffi sotto la guida appassionata di Tatiana Lanzi, saltatrice formidabile dal trampolino, campionessa imbattibile ai suoi tempi d’oro, moglie di Ernesto Ianzi, più volte campione italiano di tuffi, selezionato per le Olimpiadi di Parigi del 1924, purtroppo ormai scomparso.
All’inizio le tuffatrici dell’Aniene erano soltanto due: Martina Milchersich e Bruna Rossi. Scarse nel numero ma solo in questo visto che Martina e Bruna ottengono subito il massimo conquistando il titolo italiano categoria ragazze dal trampolino cli tre metri, il titolo italiano categoria allieve dal trampolino di uno e tre metri e il titolo della piattaforma da cinque metri. La giovanissima Bruna Rossi fa, soprattutto in prospettiva futura, grandi progressi e approda ben presto in nazionale al “Sei Nazioni” che si effettua a Blackpool.
Nel decennio che segue Bruna assume il molo di vessillifera del settore, di imbattibile angelo volante dal trampolino e dalla piattaforma: sono suoi tutti i titoli italiani da tre a dieci metri (questi ultimi dal 1967 in poi) e quelli di categoria delle stesse specialità. Una carriera sportiva la sua che non può che destare sentimenti di sconfinata ammirazione.
Parlano a sufficienza la partecipazione a 57 incontri intemazionali, a due Campionati d’Europa (Utrecht 1966 e Barcellona 1970), a tre edizioni della Coppa Europa (Salisburgo 1965, Bolzano 1969, Londra 1971), ai Giochi del Mediterraneo (Smirne 1971), ad un’Olimpiade (Città del Messico 1968).
Bruna chiuse la sua esaltante vicenda agonistica, a causa di un malaugurato incidente, a Rennes in Francia nel 1972, proprio alla vigilia delle Olimpiadi di Monaco. Ma la sua straordinaria partecipazione alla storia sportiva dell’Aniene non si esaurisce qui. Torneremo a parlare di lei più avanti per le vicende del nuoto sincronizzato. Ed ancora in chiave di grandi risultati. Frattanto la sezione canottaggio, dopo un periodo di “vacche magre”, riprendeva vigore grazie all’affacciarsi alla ribalta di un altro socio “stile Aniene”: Maurizio Clerici.
Clerici era stato capo della squadra italiana di canottaggio alle Olimpiadi di Tokio, ed al ritorno da questa manifestazione si candidò come consigliere del Circolo, proponendo una ristrutturazione completa di questa gloriosa sezione. Fra i punti chiave del programma stava la ricerca di un allenatore a tempo pieno e la scelta, dopo non poche meditazioni, cadde su Ivo Stefanoni, noto timoniere di equipaggi prestigiosi, allevato nel centro remiero più prolifico d’Italia, la Canottieri Moto Guzzi. Stefanoni accettò entusiasta l’incarico, convinto di poter riportare l’Aniene ai successi di un tempo. I primi anni non furono facili, Stefanoni modificò l’equipaggio, introdusse nuovi sistemi di allenamento e formò con gli stessi vogatori più equipaggi (Buvoli, Mancini, Grifoni, Ruggiero, Costantini, Del Bufalo, Tripi, Antonelli, Castellani), ma già nel 1966 l”otto”, formato da quel gruppo di ragazzi sino ad allora illustri sconosciuti, conquistava il quarto posto ai Campionati Italiani, al termine di una gara memorabile.
No current events.