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| Verso il Centenario |
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Due i gruppi che si costituiscono, uno capitanato da Dario Carfagni, che riunisce insieme per buona parte il vecchio Consiglio di Cacciavillani, l’altro guidato da Fausto Perrone, che cerca di coagulare intorno a sè un manipolo di soci quasi tutti inediti per le sale di comando del Circolo. Dario Carfagni, professionista di prestigio, uomo anrniinistrativamente forgiato da tanti anni di attività come Consigliere, Segretario, Vice-Presidente del Circolo; Fausto Perrone, avvocato, socio benemerito, ali’Aniene dal 1951, un vecchio atleta che vorrebbe vivere questa nuova esperienza dopo essere stato per anni Consigliere e Vice-Presidente. All’Assemblea del 22 novembre 1990, cui partecipa un cospicuo numero di soci consapevole dell’importanza del momento per il futuro dell’Aniene, si va alle urne.
Alla prima tornata Carfagni ottiene 331 preferenze, Perrone 279, un numero di voti non sufficiente per nominare il nuovo Presidente. Occorre votare nuovamente ma Fausto Perrone, in pieno spirito Aniene, rinuncia a proseguire la sua battaglia elettorale e Carfagni viene così acclamato 25° Presidente della storia del Circolo. Il resto è storia dei nostri giorni. Carfagni, abituato a lavorare sodo, sacrifica ancor più lavoro e tempo libero per dedicarsi all’amatissimo Aniene. Per lui un’impegno durissimo, un’attività, a volte stressante, condotta con disponibffità e competenza ma anche la soddisfazione enorme di passare alla storia del Circolo come il Presidente del Centenario.
Ma c’è anche da ricordare il cammino sportivo dell’Aniene in questo particolare periodo. Gli anni ‘80 sono contraddistinti ancora una volta da brillanti risultati nel settore sportivo. Canottaggio e nuoto sono le discipline che regalano le maggiori soddisfazioni. Proprio nel 1982, a Lucerna, Luca Migliaccio sale sul podio nel campionato mondiale pesi leggeri. Il terzo posto conseguito neI singolo lo colloca tra i mostri sacri di questo sport e lo pone per sempre nella storia del canottaggio italiano. Ma questo è soltanto uno dei risultati più cela-tanti perchè, se cinque anni dopo a Colonia, nel Mondiale juniores, Andrea Placidi, con il quattro senza, giunge quarto sfiorando la medaglia di bronzo, l’anno dopo (il 1988), a Milano, Federico Leproux diviene addirittura campione mondiale juniores con il quattro senza azzurro. Un anno indimenticabile pcrchè, nel corso della stessa manifestazione, Roberto Blanda conquista il bronzo con il 4 con juniores e nel Mondiale femniinile Emanuela Mancini finisce quarta con il 4 di coppia. Di fronte a tali risultati sembrano quasi scontate le vittorie a ripetizione ottenute nei campionati italiani, capaci di regalare grande considerazione al Circolo in questo specifico sport.
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