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| Un Circolo Che Unisce |
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E ad aggravare la situazione già ti soci dell’Aniene) si adoperò con molta diplomazia tesa contribuirono senz’altro le dimissioni del presi- per chiarire la situazione, finché la pattuglia decise dente Giovannetti nel 1949: una decisione che pro- addirittura di scortare il corteo sino a Ceccano. Non voc() serrate discussioni addirittura all’interno del possiamo non ricordare quel che successe a casa CONI, il massimo organo sportivo italiano che, Sindici. L’abitazione (da pochi giorni ritinteggiata) allarmato dalla situazione maturatasi, minacciò, fu deeorata con stemmi del Circolo, ghirlande hoca norma del suo statuto, la nomina di un commissa- caccesche, motti fiumaroli e, addirittura, un somaro l’io straordinario. Una atmosfera tesa che faceva e alcune vacche furono dipinte con i colori sociali, il giallo ed il celeste. Il gruppetto di pittori era guidato da Mario De Tuddo (meglio noto come “La Vecchia”), tra i partecipanti alla spedizione Neuschuler, Dinelli, Artero, Benigni, Bellagamba, Lombardi, Bisi e Bombi ed una ulteriore e scatenata folta schiera.
Memorabile la reazione di Sindiei, che si vide costretto a far ridipingere cx novo la propria fattoria. Pare che il somaro, dipinto in gialloceleste, presentò domanda di ammissione al Circolo spinto dalle vacche che, sperando nell’accoglimento della domanda, auspicavano di poter frequentare l’Aniene come ospiti. Dove Benigni meno riuscì fu nell’ottenimento dei successi sportivi, ma in quel campo “er cinese” non poté davvero fare cli più. Altrove, invece, si verificavano avvenimenti positivi. Nel 1949, il leggendario Fausto Coppi portava per la prima volta a termine l’impresa di vincere Giro e Tour; mentre un nuotatore italiano abbassava al di sotto del minuto il tempo sui 100 metri. Il suo nome? Carlo Perdersoli, riciclato per lo schermo in Bud Spencer.
Nel cielo compaiono o, quanto meno, si afferma di aver scorto i primi dischi volanti; ma l’Aniene permane in un momento difficile tanto che, proprio nel 1949, Antonio Ghiardello lasciava l’Aniene per recarsi in Brasile ad allenare gli equipaggi nazionali di quel lontano paese. Due anni di frenetica attività nel Circolo ma, nel 1951, nel pieno rispetto dei patti prestabiliti, Arnaldo Benigni lasciava la presidenza, per un breve periodo affidata a Fffippo Spada. Un atto importante che doveva lasciarlo libero di maturare è realizzare una grande idea. Libero perché nella sua vulcanica mente già accarezzava la traduzione in realtà del suo antico sogno, quello di dare al Circolo una sede più ampia e meno soggetta ai problemi del traffico cittadino che, con il passare degli anni, aumentava in progressione geometrica. Il Lungotevere in Augusta, divenuto un’arteria a scorrimento veloce, rendeva infatti difficile anche il suo attraversamento, necessario per raggiungere lo scalone sull’argine del fiume di accesso ai galleggianti. Per non parlare delle difficoltà per trovare un parcheggio nelle vicinanze. Insomma, c’erano tutte le premesse perché il Circolo eereasse una sistemazione più adatta alle mutate condizioni ed esigenze: una nuova sede.
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