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| Un Circolo Che Unisce |
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L’Aniene cerca di dimenticare il periodo angoscioso, nel quale, quasi senza accorgersene, il Circolo ha compiuto einquant’anni di vita. In quell’occasione il presidente Neusehuler, accompagnato da Arnaldo Benigni e da Ugo Monaco si era recato in visita ufficiale da 5. M. il re Vittorio Emanuele donando allo stesso una medaglia eommemorativa del cinquantenario. Nell’occasione fu formalizzata la richiesta diretta ad ottenere l’entrata dei Corazzieri negli “armi” dell’Aniene: un binomio quello Corazzieri-Aniene che di li a qualche anno avrebbe regalato ancora moltissime soddisfazioni al Circolo. La sede torna a popolarsi più di quanto si potesse sperare e lo spirito di fratellanza che unisce tutti i soci riesce a produrre effetti più che benefici nello spirito di tanti.
È l’ultimo anno della presidenza Neusehuler, ed è anche l’ultimo in cui il Circolo si chiama “Reale Circolo Canottieri Aniene” perché il 2 giugno 1946 lo storico “referendum” assegna una contestata vittoria ai repubblicani sui monarchici. Umberto Il di Savoia, succeduto al padre Vittorio Emanuele III dopo l’abdicazione, è costretto a la seiare l’Italia e, come il suo grande avo Carlo Alberto di Carignano, sceglie la la città di Oporto in Portogallo per il suo forzato esilio. Quel 13 giugno 1946 i cuori degli italiani si spaccano, colpiti da sentimenti contrastanti dai quali miracolosamente riesce ad astrarsi ancora una volta il Circolo che muta così la sua denominazione in “Circolo Canottieri Aniene”. Ad Ignazio Neusehuler subentra come presidente una nota e cara figura di sportivo gentiluomo, l’an’. Massimo Giovannetti, eanottiere, campione negli anni che precedettero la Prima guerra mondiale e nominato nel 1934 presidente della Federazione Italiana Canottaggio che resse, in due periodi, per lunghi anni.
Accanto a Giovannetti si affacciava alle più prestigiose cariche sociali, quale vicepresidente, il giovane ingegnere Arnaldo Benigni, un socio che negli anni a seguire avrebbe contribuito a tracciare la strada al Circolo, una strada davvero importante.Nel Paese, frattanto, tornata la pace, riprende a vivere lo sport. D’altronde l’Italia è interamente impegnata nell’immane sforzo della ricostruzione e della ripresa. Lo sport trova in Giulio Onesti l’uomo illuminato capace di portarlo fuori dai labirinti del trionfalismo strumentalizzato, per restituirlo ai suoi reali, umani valori. Diventerà Presidente del CONI e lo resterà per decenni, eonducendolo con l’abilità e la grinta del vecchio eanottiere, lasciando un rimpianto generale quando finirà il suo mandato.
È già stato introdotto il Concorso pronostici abbinato alle partite di calcio, la famosa “Sisal” inventata dal mitico Dalla Pergola e sulle strade già si fiondano le macchine da corsa della Cisitalia e della Ferrari Gino Bartali vince il primo Giro d’Italia del dopoguerra, ma l’aimo successivo è Fausto Coppi a indossare la maglia rosa con la quale va a vincere a Parigi il campionato del mondo nell’inseguimento. La FIAT rilaneia la “Topolino”, che nel 1936 costava 8900 lire, insieme con i nuovi modelli della 1100 e della 1500. Nel calcio è il momento del grande Torino di Baeigalupo, Maroso, Castigliano, Loik, Gabetto e Valentino Mazzola che si aggiudiea consecutivamente i primi quattro campionati del dopoguerra, prima di scomparire nella tragedia di Superga, nella pallacanestro sono gli armi d’oro della Virtus Bologna di Rcnzo Poluzzi, nel tennis è l’epoca prevedere il peggio. Ma l’Aniene, nel corso della sua di CLiccili e Dcl Bello. lunga vita, ha avuto sempre un Santo protettore.
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