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Un Circolo Che Unisce
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1942. Vittoria dell'Aniene alle regate di Grunau, in Germania.Morente trovò ancora la forza di compiere l’ultimo gesto che si intonava con la sua vita leggendaria lasciando cadere, attraverso le feritoie del carro, una bomba a mano all’interno dello stesso. La terribile deflagrazione che seguì significò la morte per tutti. Combattente volontario di tre guerre, decorato di ben tre medaglie d’argento, di due di bronzo, di una croce al valore e di tre al merito, due volte mutilato, volontario e ardito di guerra, Aurelio Rossi chiuse la sua esistenza in modo glorioso nel nome di quella Patria che aveva sempre amato sopra ogni altra cosa. Un uomo indimentieabile per chi lo aveva conosciuto all’Aniene, là dove si era guadagnato per la sua passione sportiva e l’attaccamento al Tevere l’appellativo di “fiumarolo”. Anche in campo sportivo si era distinto per l’abilità nei tuffi (si gettava anche da trenta metri e addirittura dalla torretta del galleggiante in un punto in cui il fiume non era davvero profondo a sufficienza), per le capacità remiere (traversò l’Adriatico in canoa), per la spregiudicatezza (portò a termine una crociera a vela da Roma a Porto Santo Stefano e ritorno).

Giuseppe Mazzoli, studente d’ingegneria, appena diciassettenne andò volontario nella Grande Guerra, dove meritò sul Podgora una medaglia d’argento ed una di bronzo prima tra i bombardieri del Po e poi in artiglieria da montagna. Dopo l’armistizio, ritornando con il suo reggimento dall’Austria, subì una aggressione da un gruppo di sovversivi, rimanendo gravemente ferito alla testa. Socio dal 1920, fascista della prima ora, prese parte alla Marcia su Roma. Partì quindi per ragioni di lavoro per l’America Centrale. Tornato in Italia, non vi restò molto per arruolarsi come falangista nella guerra di Spagna. Volontariamente scelse un pericoloso posto di vedetta, ove rimase ferito da un proiettile esplosivo, rimanendo invalido ad un braccio e meritandosi una ricompensa al valore. Due “quote” conquistate dal suo eroismo sono intestate in Spagna al suo nome. Dichiarato inabile alle fatiche di guerra, Mazzoli si arruolò ugualmente nel “Tereio”, assumendo il comando di una compagnia di fanteria. Nella battaglia dell’Ebro, fu l’anima di una accanita resistenza alla testa dei suoi legionari finché cadde gloriosamente sul campo il 9 settembre 1938 meritando il massimo riconoscimento, la medaglia d’oro al valor militare.

Benito Mussolini, in una foto inviata il 31 gennaio del 1943 al Circolo, in qualità di Timoniere D'Onore.

 

Mentre l’Aniene si faceva onore al fronte rappresentato dai suoi eroiei soci, coloro che erano rimasti o tornati a Roma e continuavano a frequentare il Circolo, quando questo era possibile, cercavano di tenere un comportamento irreprensibile. Tutti ricordano che mai una volta le stanze dell’Aniene furono turbate dai mille problemi che angustiavano il Paese: sostenitori delle opposte fazioni tornavano a stimarsi come fratelli all’interno del Circolo. Là dove sembrava impossibile riuscire a superare ostacoli di mentalità, riusciva l’Aniene.

Il secondo grande conflitto mondiale si concluse nel 1945 con mezza Europa ridotta ad un mucchio di fumanti rovine. La ripresa sarà lenta, ma il vecchio immortale Continente risorgerà a nuova vita, deciso a non cadere mai più nell’assurdo ricorso alle armi per risolvere eventuali nuove diatribe tra i suoi inquieti popoli. Roma comincia a riprendersi, anche se è difficile dimenticare. Il genio cinematografico di Roberto Rosseffini si estrinseea nel suo capolavoro “Roma città aperta” interpretato da Anna Magnani e Aldo Fabrizi, un film eeleberrimo, capostipite del neorealismo, che fa rivivere drammaticamente uno dei momenti più difficili vissuti dalla Capitale.



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