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| Sacrifici di guerra |
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Nel 1920 il socio Arnaldo Ascareffi compiva a Roma un atto davvero coraggioso. Salvava infatti una donna che si era gettata a scopo suicida nel Tevere, lanciandosi nella perico losa corrente del fiume con notevole sprezzo del pericolo. Il salvataggio riusciva pienamente e Ascarelli veniva decorato con medaglia d’argento al va]or civile e con medaglia di bronzo della Fondazione Carnegie. (Una medaglia di bronzo al valor civile meriterà anche undici anni dopo, nel 1931, il socio avv. Ugo Monaco per aver salvato un bambino che stava annegando nel Tevere.)
Intanto la vita dell’Aniene scorreva serena. L’aspirazione dei soci cli avere una sede o dipendenza al mare era fortemente sentita perché, all’epoca, salvo un certo numero cli appassionati che si organizzavano per poter trascorrere le vacanze a Capri (dove regnava il socio Nanni Merlo) gli altri dovevano accontentarsi di Ostia.
La località, facilmente raggiungibile in macchina
o in treno, funzionava inoltre come stazione di posta per tutti queffi che, disceso il Tevere in barca, riprendevano il viaggio verso mete più lontane della costa laziale (Anzio, Santa Marmnella, Palidoro, Ladispoli). Solo nel 1924, per iniziativa del socio Guido Pericoli, nominato direttore del costruendo prestigioso e mondano stabilimento balneare del Lido, furono iniziate le trattative per la nuova sede marina.
Ed infatti, in data 20 luglio 1924, con una lettera indirizzata all’allora presidente on. marchese Giorgio Guglielmi (succeduto nella carica al principe Scipione Borghese famosissimo per il suo raid automobilistico Pechino-Parigi che resse per poco tempo il Circolo dopo la lunghissima presidenza, durata 14 anni, di Calabrini) la Società Elettro Ferroviaria Italiana, proprietaria del suddetto stabilimento, metteva a disposizione dell’Aniene prima due grandi capannoni sulla spiaggia e poi un ampio locale a livello della spiaggia stessa, idoneo al ricovero delle imbarcazioni, agli spogliatoi ed ai servizi.
La sede al mare fu assiduamente frequentata da molti soci, fra i quali ricordiamo gli scatenati Nicola De Pirro, Marcantonio Pacelli, Girolamo Paradisi, Mario Rossi, Tullio Maciocci, Ciappi, Capinera, Cassani, Lori, Bombi, Cassina, Onofri, Marchesi, Peccia, Zaccherini, Calò, Graziadei, Ascarelli.
La vita che vi si svolgeva era la stessa tipica dello zatterino a Roma. Scherzi, battute e secchiate d’acqua a ritmo continuo e, al primo allarme, tutti in mare, in numerose azioni di salvataggio di quei poveri inesperti che, non conoscendo le forti correnti, finivano regolarmente sotto la famosa Rotonda.
La sede al mare rappresentò insomma un lembo estivo del Circolo, un angolo fuori della città dove ancor meglio potevano estrinsecarsi la gioia di vivere e l’eclettismo, doti sempre presenti nei soci dell’Aniene. Gioia che traspariva nella vita sociale e che, purtroppo, veniva meno fuori dal Circolo.
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