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| Sacrifici di guerra |
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Erano anni difficili e indimenticabili per chi li ha vissuti: era la Prima guerra mondiale.L’Aniene viveva giornate stanche in una Roma che si svuotava ogni giorno di più. Solo una trentacinquina di soci continuava a frequentare la Casina e il galleggiante. Fra questi Nanni Merlo che ricordava così quei giorni: "Vidi partire i miei amici uno dopo l’altro e con loro davo l’addio a tanti momenti indimenticabili. Ricordo un giorno che, insieme a Valerio Mengarini, ci recammo ad accompagnare alla stazione una crocerossina che partiva per le zone di guerra. La reazìone dei soldati che lasciavano la Capitale fu feroce verso di noi che restavamo a casa”. Anni difficili.
La Prima guerra mondiale segnò un momento drammatico per l’Italia intera. Frotte di giovani partivano continuamente per il fronte e l’Aniene ogni giorno di più vedeva le sue balde forze assottigliarsi.
Circolo glorioso però anche in guerra. Abbiamo detto di Ninni Brunialti, ufficiale degli Alpini, caduto eroicamente sul Monte Magari, ma ben altri tre soci si guadagnavano al fronte la medaglia d’oro al valore militare: Giuseppe Castruccio, Federico Zappelloni e Casimiro Buttini. Lasciavano la vita sul campo di battaglia, oltre a Brunialti, Valerio Mengarini (medaglia d’argento al valore), Florio Marsili e Zeno Pontecorvo. Don Prospero Colonna, sindaco di Roma allo scoppio della Prima guerra mondiale (partì poi anche lui volontario per raggiungere i figli Piero, Fabrizio e Mario già al fronte), era accanto a Gabriele D’Annunzio quando il poeta pronunciò il celebre discorso del 17 maggio 1915, autentico preludio all’inizio delle ostilità fra Italia e Imperi Centrali, salutato dal suono del “campanone” del Campidoglio.
D’Annunzio, un nome di casa all’Aniene, visto che non solo il grande poeta ne fu socio onorario, ma il di lui figlio Gabriellino dliverme socio ordinario nel 1908. Gabriellino, nella vita sociale, diventò presto un personaggio in quanto irascibile e permaloso come pochi.Ogni volta che con altri soci andava a mangiare dal famosissimo “Bottaro” o anche in altri locali pubblici trovava modo di creare un clima di rissa per le sue continue asfissianti contestazioni sui cibi, sui prezzi e sul servizio. C’è ancora chi ricorda la sua spropositata reazione nei confronti di un poliziotto che, durante una manifestazione remiera, aveva osato apostrofarlo, vedendolo così piccolino di statura, con un romanesco “scanzete regazzì”.![]()
Parlavamo della guerra e nel conflitto bellico sono tanti gli italiani che compiono gesta eroiche e fra questi molti soci dell’Aniene. Vogliamo ricordare, ad esempio, le epiche imprese di un reparto di nuotatori d’assalto che, guidati dal socio Remo Pontecorvo, vennero ribattezzati “i caimani del Piave”.
Nell’agosto del 1918 il generale Ottavio Zoppi, riconoscendone la necessità, richiese l’organizzazione di un nucleo di nuotatori, destinati a compiere azioni di sorpresa oltre il Piave. Con grande e generoso slancio ben 340 arditi della I Divisione d’assalto si offrirono volontari ed il nucleo, tutto da creare, fu affidato alle cure del capitano Remo Pontecorvo (socio dal 1908). La selezione fu durissima e, dai trecentoquaranta volontari, si arrivò ad un gruppo di un centinaio di uomini.
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