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Gli albori della storia gialloceleste si profilano alla fine del 1892 assai promettenti. I tre fratelli Fasoli ed Alessandro Morani rimasero soli per appena 45 giorni. Ben presto si aggregarono infatti a loro altri sette soci: Ludovico Giocondi, Fifippo Iacobacci, Belisario Londei, Alfredo Minetti, Luigi Murzio, Giuseppe Pesci, Alfredo Setk. Due giorni dopo i soci diventarono addirittura venti, numero non cospicuo ma che doveva ancora proliferare. Alla fine del 1892 i soci furono trentanove, al termine dell’anno successivo sessantatre, per divenire una balda centuria nel corso dell’anno 1894.
L’Aniene come Roma.
Nel 1897 il sindaco Ruspoli, che aveva in quell’anno restaurato il teatro Valle, iniziato la costruzione del teatro Adriano a Prati di Castello ed effettuato le grandi scoperte archeologiche al Palatino e al Foro Romano (grazie a Giacomo Boni), sollevato alquanto dalla fine della crisi, cercava di dar vita a mille iniziative per gli abitanti della Città Eterna il cui numero era salito a 408.000 unità, fra le altre una nuova zona edificata di oltre 17 mila metri quadrati.
Sindaco efficiente che, purtroppo, mori troppo presto lasciando la pesante eredità ad un romano purosangue, l’ing. Galluppi, il quale sedette in Campidoglio per un periodo brevissimo prima di cedere il posto a don Prospero Colonna, principe di Sonnino, e discendente di Marcantonio, vincitore della battaglia di Lepanto, uno dei più grandi scontri navali della storia largamente determinato dalla potenza e dalla capacità remiera delle flotte. Affettuosamente ribattezzato dai cittadini di Roma “don Cerino”, forse, per via genetica, manteneva per il fiume e per i remi antica comprensione.
D’altronde Roma, con l’acqua, aveva immemore confidenza sia per li rami della sua evoluzione civile e urbanistica a partire dalle origini; ma anche nell’episodica corrente se ancora, nell’ottocento, piazza Navona in estate veniva allagata con l’acqua della Fontana dei Fiumi del Bernini e da quella piovana per il refrigerio e il divertimento dei romani. In realtà un uso assimilabile alla straordinaria e spettacolosa tradizione delle naumachie.
Il principe Colonna, che rimase in carica fino al 1900 (anno dell’assassinio di re Umberto), fu uno dei sindaci più amati e più popolari e si fece promotore di molte iniziative importanti tra le quali spiccò il passaggio allo Stato (che l’aveva acquistata dal principe Borghese per tre milioni) dell’omonima villa, destinata al libero godimento dei cittadini.
Parallelamente alla crescita di Roma, la vita dell’Aniene divenne sempre più viva e brillante. Già nel 1897 il Comune aveva concesso al Circolo un’area sita in Lungotevere in Augusta dove, l’anno seguente, sorse, su progetto del socio Cesare Bazzani, la Casina destinata a sede del Circolo e che tale rimase fino al 1959 e cioè per ben sessantuno anni. Una sede nata grazie al generoso contributo finanziario, straordinario dei soci. Il costo del grazioso edificio, tipo chalet svizzero, fu di tredicimila lire. Una vera tombola per quei tempi in cui, con mille lire al mese, vivevano dignitosamente tre famiglie della piccola borghesia. Alla guida del Circolo, frattanto, ad Alessandro Morani, presidente dalla fondazione al 1893, successe per pochi mesi Vincenzo Montenovesi.
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