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Sono di continue elezioni in Italia: il referendum nel 1974, le amministrative nel 1975, le politiche nel 1976. E l’Aniene, per non essere da meno, chiama alle urne i propri soci, il 30 giugno 1975, per eleggere il presidente, circostanza resasi necessaria dopo la dichiarazione di indisponibilità a conservare l’incarico resa dal prof. Tommaso Chieffi. La scelta dell’Assemblea ricade sull’avv. Rodolfo Guzzi, da tutti apprezzato per avere diretto per molti anni le assemblee ordinarie e straordinarie in un periodo molto critico e delicato per la storia sociale.
Guzzi rimane alla guida dell’Aniene per circa dieci anni ed è in questo periodo che, soprattutto, si affermano un gruppo di nuove discipline sportive, che allargano l’orizzonte sportivo dell’Aniene. Ci riferiamo al nuoto sincronizzato, al tennis ed al calcetto.
Il nuoto sincronizzato nasce, per riconoscimento della Federazione Italiana Nuoto, nel 1977.Nasce con l’organizzazione dei Campionati italiani divisi per categorie: esordienti (fino a 12 anni), ragazze (13/14 anni), juniores (dai 15 ai 17 anni), seniores (dai 18 in poi).
L’Aniene si allinea immediatamente creando la propria sezione. Il nuoto sincronizzato, una disciplina nuova ma fino ad un certo punto. Si tratta infatti di una specie di “balletto acquatico”, uno spettacolo sportivo che, alla fine degli anni Trenta, fu lanciato dai produttori cinematografici di Hollywood che scelsero quale protagonista la bcllissima Esther Williams, campionessa statunitense dei 100 stile libero, che interpretò in modo superbo il film musicale “Aquaparade”, un successo che fece epoca.
Una disciplina sportiva bella da vedersi, ma faticosissima da praticarsi. Richiede infatti una durissima preparazione specifica (molto affine a quella della ginnastica artistica e dei tuffi) che definiremmo artistico-atletica, con l’aggiunta dell’allenamento intenso volto a portare al limite massimo la resistenza delle ragazze al nuoto in apnea per evitare, come talvolta succede, che le graziose ondine dopo una prolungata immersione subacquea tornino a galla in uno stato di semi-asfissia. Atlete assai in gamba dunque che, agli indispensabili requisiti atletiei di fondo, devono abbinare naturali doti di grazia femminile e bellezza fisica.
Il programma tecnico è molto complesso per tutte le categorie ed i vari numeri portano nomi suggestivi come “il delfino”, “l’airone”, “la capriola sottomariria”, “la marcia Eiffel”, il “kip”, il “marsuino”, ala passeggiata all’indietro”, “il pesce spada a gamba dritta”, “la torre Eiffel”, “la catalina rovesciata”, “il barracuda avvitamento 1800”, “il fiamingo ginocchio piegato”... Tre i tipi di competizione, a seconda del numero delle partecipanti, “singolo”, “duo” e “a squadre”. Una disciplina in continua evoluzione approdata con successo anche alle Olimpiadi.
Il nuoto sincronizzato esplode all’Aniene grazie a Renata Cornelli e Bruna Rossi (una vecchia conoscenza per lo sport gialloceleste), rispettivamente provenienti dal nuoto e dai tuffi, che nella disciplina “duo” conquistano neI 1977 il titolo italiano, meritandosi così la convocazione per l’incontro internazionale con l’Austria.
Nel 1967 l’Aniene riconquista infatti un titolo italiano, quello del “quattro con” juniores con Simi, Anni, Gambarotto e Beccarini, timoniere Latini. Anno d’oro per i colori giallocelesti visto che a Milano nella canoa K2 (affidata al meraviglioso Elio Santoni) il titolo italiano andava a Marazia e Casenghi. Successi che furono bissati l’anno seguente, quando l’Aniene si laureò campione d’Italia nelle discipline del “quattro con” e del “quattro senza”.
Ma con queste vittorie doveva chiudersi l’era Stefanoni: Ivo non riusciva a resistere alle lusinghe di sedersi al timone di una barca Olimpica e l’Aniene lo cedeva volentieri alla squadra nazionale per “timonare” il “quattro con” del Gruppo Sportivo Corazzieri. La gara olimpica non ebbe esito fortunato, ma la partecipazione ai Giochi valse per Stefanoni l’assunzione alla Presidenza della Repubblica, traguardo appagante per il futuro del grande eanottiere. Per la sezione canottaggio fu invece un distacco traumatico. Con l’abbandono di Stefanoni, infatti, tutto quanto di importante era stato fatto si sgretolò come una montagna di carte di fronte ad un alito di vento.
Ma ritorniamo alla vita dell’Aniene e dei suoi soci benemeriti. 11 presidente De Pirro, che tanto si era adoperato per l’ampliamento, attraverso il suo caldo continuo incoraggiamento ai “volenterosi”, oberato dai suoi impegni professionali, era costretto a dimettersi, prendendo commiato con un commovente di-scorso che ancora oggi in tanti ricordano. A subentrargli era chiamato una vecchia conoscenza della nostra storia: Arnaldo Benigni. Al suo fianco, valoroso vicepresidente, era Tullio Maeioeei.
I nuovi dirigenti si mostrarono subito entusiasti per quanto la sezione nuoto stava dando all’immagine del Circolo. Una sezione che faceva passi da gigante grazie ad un manipolo di appassionati (Marcellini, Carboni, Mariani, Fausto Perrone). Ma l’orizzonte dei successi sportivi sembrava troppo ristretto per uomini che erano stati capaci di imprese organizzative memorabffi. Nel 1966, anno importante per la sezione nuoto, Arnaldo Benigni dà nel frattempo via libera all’assunzione di Celo Brunellesehi, in qualità di allenatore. Un passo di straordinaria importanza nella storia del nuoto giallo-celeste.
Ma intanto, con il nuovo corso impresso all’Aniene dall’Operazione Acqua Aeetosa, altre discipline si affiancavano al canottaggio (attività primaria del Circolo) ed al nuoto: i tuffi, il tennis, la pallanuoto, il nuoto sincronizzato ed il caleetto, discipline di cui parleremo più avanti. Ed ecco uscire dal cilindro (da prestigiato re...) di Arnaldo Benigni una nuova sorpresa. Sull’onda crescente di entusiasmo per la sezione nuoto, “er cinese” lancia l’idea di costruire una vasca coperta. Realizzandola l’Aniene sarebbe stato il primo Circolo romano pratieante il nuoto agonistieo ad avere un impianto “indoor” di sua proprietà, rafforzando in tal modo la sua già brillante posizione in campo nazionale.
Così l’Aniene, mai stanco o appagato, riparte in quarta per raggiungere un altro traguardo di prestigio. Benigni prende contatti con Mario Saini (divenuto intanto segretario generale del CONI dopo la morte dell’indirnenticabile Bruno Zauli) e con la Federazione Italiana Nuoto, svolgendo nel contempo una accurata indagine presso i Canottieri Olona di Milano, il cui presidente Aldo Parodi (successivamente presidente della FIN per tanti e tanti anni) è prodigo di consigli e di informazioni, basati appunto sull’esperienza diretta fatta in occasione della costruzione della piscina coperta délla Canottieri Olona.
Ma il destino di ogni progetto targato Aniene sembra quello di essere contestato. Ci sono i fautori della realizzazione della nuova piscina, che si costituiscono in gruppo, e ci sono anche gli oppositori, decisamente contrari all’impìanto (per ragioni di costo e per timore di veder invaso il Circolo da una marea di ragazzini e accompagnatori).Ma è ancora una volta il partito dei progressisti a trionfare, guidato dal presidente Benigni. La sera del 1 marzo 1966 l’assemblea approva infatti la costruzione del nuovo impianto.
Come al solito, la “nuova via” può essere tracciata con il compromesso dell’approvazione di altre migliorie, quali l’ampliamento del ristorante al chiuso e la creazione del ristorante all’aperto per il periodo estivo. La piscina coperta dunque si avviava a diventare realtà indovinatissima. ll nuoto ed i tuffi avevano dato tante soddisfazioni all’Aniene e battere sul ferro caldo sembrava l’operazione più opportuna. Per la grande gioia dei dirigenti della sezione Sandro Carbone, Franco Roberti (quanti rimpianti per la sua prematura scomparsa!) e Nereo Rossi (papà di Claudio e Bruna, due atleti che tante soddisfazioni hanno dato all’Aniene). Approvata la costruzione della piscina coperta, secondo consuetudine, si riprendeva a respirare aria di bonaccia e Benigni presidente assai amato se ne compiaeeva soddisfatto.
L’approvazione definitiva dell’assemblea si ebbe il 29 febbraio 1968 e, grazie al contributo del CONI, la piscina coperta divenne presto realtà. Presto ma non tanto da consentire a Bruno Ughi, socio entusiasta della nuova iniziativa, di goderne. La morte, implacabile, infatti lo ghermiva prima del tempo togliendogli questa ultima agognata soddisfazione.
La costruzione, affidata alla società I.P.I., veniva completata alla fine del 1968 ed entrava in funzione nel maggio dell’anno successivo dopo essere stata benedetta dal cardinale vicario di Roma Dell’Acqua, alla presenza del sindaco di Roma Santini e di altre autorità cittadine. L’impianto, magnifico nella sua struttura, veniva arricchito da numerosi pannelli decorativi realizzati dal socio pittore Corrado Schiavetto.
Grazie a questo nuovo tassello il “puzzle” dell’Aniene si avviava a diventare sempre più completo; il Circolo, sempre più bello, sarebbe stato ammirato da tutta l’Italia sportiva e non.
Sono anni tranquilli, animati per lo più da brillanti imprese sportive che, secondo tradizione, continuano a dar lustro al glorioso vessifio gialloeeleste. Nel 1967, frattanto, l’Aniene aveva ricevuto dalle mani del presidente del Consiglio on. Moro e del presidente del CONI avv. Onesti la Stella d’Oro al merito sportivo, un riconoscimento assegnato alle società benemerite nella delicata operazione dell’avvio dei giovani allo sport e dopo la premiazione aveva avuto l’onore di essere ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica on. Saragat. Anni tranquilli, dicevamo, per il Circolo, che fanno contrasto con quel che succede contemporaneamente in Italia: siamo nel 1968, anno di tumulti, di rivolte studentesche, di contestazione, di un nuovo modo di interpretare la vita soprattutto tra i giovani e i giovanissimi.
L’Aniene allarga sempre di più il numero dei propri aderenti. Nell’assemblea del dicembre viene infatti elevato il numero dei soci ad 800. E l’allargamento consente al Circolo cli far fronte con la consueta serietà a tutti gli impegni economici assunti.Nell’assemblea del gennaio 1970 si ha addirittura la gradevole sorpresa di constatare che ogni debito passato è stato saldato e che addirittura si è concretizzato un utile da poter devolvere alla attività sportiva agonistica. In queste riunioni si affaccia alla notorietà del Circolo un valente presidente di assemblee, l’avv. Rodolfo Guzzi, che di li a qualche anno avrebbe guidato anche il Circolo dall’alto della carica più prestigiosa, quella di presidente.Prima di chiudere il ricordo degli anni Sessanta, bisogna però fare un piccolo passo indietro e ricordare come venne celebrato degnamente, nel 1967, il 750 anniversario dell’Aniene.
Contemporaneamente nella piscina e sui campi da tennis i giovani e le giovani delle fiorenti sezioni sportive, guidati dai loro dirigenti Mariani, Mareellini, Zizek, Ranieri e Cuzzeri, facevano sfogglo della loro bravura riscuotendo gli applausi del folto gruppo di invitati. Il presidente Nicola De Pirro ed il suo stato maggiore composto da Benigni, Ughi, Orlandi, Marini, Puecher, Maciocei e Dineffi facevano gli onori di casa. Tanti gli ospiti, più o meno ifiustri, che, dopo la Messa al campo, officiata dal solito parroco della Chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria padre Giuseppe Husu (che in tanti anni aveva benedetto i momenti più importanti del Circolo), partecipavano ad un lauto banchetto.
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