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Nel 1967 l’Aniene riconquista infatti un titolo italiano, quello del “quattro con” juniores con Simi, Anni, Gambarotto e Beccarini, timoniere Latini. Anno d’oro per i colori giallocelesti visto che a Milano nella canoa K2 (affidata al meraviglioso Elio Santoni) il titolo italiano andava a Marazia e Casenghi. Successi che furono bissati l’anno seguente, quando l’Aniene si laureò campione d’Italia nelle discipline del “quattro con” e del “quattro senza”.
Ma con queste vittorie doveva chiudersi l’era Stefanoni: Ivo non riusciva a resistere alle lusinghe di sedersi al timone di una barca Olimpica e l’Aniene lo cedeva volentieri alla squadra nazionale per “timonare” il “quattro con” del Gruppo Sportivo Corazzieri. La gara olimpica non ebbe esito fortunato, ma la partecipazione ai Giochi valse per Stefanoni l’assunzione alla Presidenza della Repubblica, traguardo appagante per il futuro del grande eanottiere. Per la sezione canottaggio fu invece un distacco traumatico. Con l’abbandono di Stefanoni, infatti, tutto quanto di importante era stato fatto si sgretolò come una montagna di carte di fronte ad un alito di vento.
Ma ritorniamo alla vita dell’Aniene e dei suoi soci benemeriti. 11 presidente De Pirro, che tanto si era adoperato per l’ampliamento, attraverso il suo caldo continuo incoraggiamento ai “volenterosi”, oberato dai suoi impegni professionali, era costretto a dimettersi, prendendo commiato con un commovente di-scorso che ancora oggi in tanti ricordano. A subentrargli era chiamato una vecchia conoscenza della nostra storia: Arnaldo Benigni. Al suo fianco, valoroso vicepresidente, era Tullio Maeioeei.
I nuovi dirigenti si mostrarono subito entusiasti per quanto la sezione nuoto stava dando all’immagine del Circolo. Una sezione che faceva passi da gigante grazie ad un manipolo di appassionati (Marcellini, Carboni, Mariani, Fausto Perrone). Ma l’orizzonte dei successi sportivi sembrava troppo ristretto per uomini che erano stati capaci di imprese organizzative memorabffi. Nel 1966, anno importante per la sezione nuoto, Arnaldo Benigni dà nel frattempo via libera all’assunzione di Celo Brunellesehi, in qualità di allenatore. Un passo di straordinaria importanza nella storia del nuoto giallo-celeste.
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