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Passano gli anni e un nuovo importante capitolo si aggiunge alla storia dell’Aniene con l’avvento degli anni Settanta. Sollecitati dalle continue e pressanti richieste di numerosi gruppi di soci, spinti dalle nuove esigenze del Circolo, le cui fila si sono notevolmente ingrossate non solo per l’avvento di tanti nuovi arrivati, ma anche per la frequenza di tanti ospiti e tanti allievi delle diverse scuole sportive (canottaggio, canoa, nuoto, tennis), si arrivò alla determinazione di affrontare nuovamente il problema della sistemazione della sede. Incredibile, ove si pensi che da appena dieci anni si era approdati al Lungotevere Acqua Acetosa.
Fu così che nel 1970 l’arch. Maeiocci firmò l’ennesimo progetto, redatto insieme al collega Gianearlo Petrangeli, relativo all’ampliamento ed alla completa ristrutturazione dell’attuale complesso sociale. Un progetto che sarebbe rimasto polveroso negli Uffici del Comune per anni ed anni. NeI 1970 Dante Del Bufalo, uno dei più appassionati vogatori dell’Aniene, arrivato al Circolo all’età di 12 anni al seguito dei fratelli Aldo e Leonardo, ebbe la brillantissima idea di organizzare una spedizione sul Tevere a monte della diga di Nazzano per far conoscere i segreti del vecchio fiume ai consoci. Con il carrello furono portate diverse imbarcazioni e dal ponte di Montorso (Poggio Mirteto) fu disceso il fiume fino alla diga di Nazzano. L’iniziativa, che si ripete ogni arino, con grande successo ed entusiasmo, permette di conoscere località ai più sconosciute e si conclude tradizionalmente con un allegrissimo pranzo all’osteria del Cacciatore di Meana.
Nel 1972, in coincidenza con l’80° anniversario della fondazione del Circolo, l’Aniene riceve in Campidoglio, nel corso di una commovente cerimonia, la Targa d’Oro assegnata dal CONI per i brillanti risultati agonistiei ottenuti nel nuoto e nel canottaggio. A ritirare i premi il Presidente Benigni, che viene anche premiato personalmente con la Stella d’Argento al merito sportivo, per la continua opera svolta a favore dello sport e dei giovani. Nel quadro dei festeggiamenti dell”80” viene organizzato un viaggio negli Stati Uniti. L’era dei viaggi sociali si era aperta nel 1956, grazie alla vena organizzativa del consigliere Gianearlo Feroci ed in seguito di Sergio Cambise.
Viaggi memorabili furono organizzati a Londra, Parigi, Vienna, in Spagna ed Egitto, a Bangkok ed Hong Kong (queste ultime località sull’aereo condotto dal socio Felice Figus, comandante pilota assai apprezzato e conosciutissimo per il suo smisurato amore... per il peperoncino). Per il viaggio negli Stati Uniti ben trecento soci con un volo speciale raggiunsero New York e poi Washington e le Cascate del Niagara. Il giornale “Il Progresso Italo-Americano” del 6 aprile 1972 dedicava al viaggio dei soci dell’Aniene un ampio articolo nel quale venivano esaltati la storia, la tradizione ed i numerosi successi sportivi del Circolo.
Nella sua lunga relazione finale Benigni illustrò i piani per un ulteriore potenziamento del Circolo, tracciando la strada per il proprio successore. Il suo abbandono fece scalpore e persino i giornali ne parlarono. Sul “Corriere dello Sport” di lunedi 26 febbraio 1973, accanto agli articoli che raccontavano della vittoria della nostra nazionale di calcio ad Istanbul sulla Turchia per 1-O grazie al gol di Petruzzu Anastasi nel quadro del girone eliminatorio dei Mondiali di Germania, Alberto Marchesi così salutava il presidente uscente: “La storia dei giallocelesti dell’Aniene ci indica i nomi cli molti illustri presidenti che attraverso la loro illuminata opera hanno contribuito ad aumentare il prestigio del Circolo tiberino oggi divenuto una grande poli-sportiva, onore e vanto della Capitale.
L’ultimo nell’ordine, il carissimo ing. Arnaldo Benigni, che lascia ufficialmente la carica dopodomani, dopo trenta anni di attività ininterrotta nel Consiglio Direttivo, sarà comunque particolarmente ricordato che animavano la vita dell’Aniene. Questo lavoro come uno dei più validi “timonieri” dell’Aniene, in impegnava molto Piero, e si doveva rivelare, alla quel periodo cruciale che va dalla fine degli anni lunga, di grande utilità soprattutto ai fini del consoli-Cinquanta ai correnti giorni e che ha visto la straor- damento della buona amicizia tra i soci.
Un tandem dinaria trasformazione dell’ultraottantenne sodali- quello formato da Arnaldo Benigni e Piero Marini zio che, sotto la spinta di una espansione progressi- che tutti i soci sentivano molto vicino a loro grazie va, ma soprattutto di una nuova mentalità, non alla fattiva operosità dei “nostri”.poteva rimanere nei vecchi locali di Lungotevere in La sostituzione di Benigni appariva conseguente-Augusta, ormai divenuti troppo piccoli per il futuro mente laboriosa e difficile.Si discusse a lungo sui colosso che doveva crescere smisuratamente. Arnal- nomi dei possibili successori fin quando, finalmente, do Benigni fu tra i pochi a capire che il “Circolo nel maggio del 1973, i voti dei soci confluirono sul Canottieri”, così come era stato concepito alla fine nome di un eminente clinico, il prof. Tommaso del secolo scorso in piena “belle époque”, non aveva Chieffi, gentiluomo di cappa e spada di antico più ragione di esistere, anche perché il preoecupan- stampo, che venne eletto quindi presidente.
Ed te aumento dell’indice di inquinamento delle acque insieme a lui un Consiglio Direttivo decisamente del Padre Tevere, veniva a togliere ai soci l’allegro, rinnovato che si trovò subito un grosso problema, quotidiano diversivo, durante i mesi estivi, del tuffo quello della necessaria ristrutturazione dell’amminiristoratore nel biondo fiume.,. Arnaldo Benigni fu strazione del Circolo a seguito della entrata in vìgore l’elemento propulsore della storica “Operazione Ae- della riforma tributaria.
Passano gli anni ed il Circolo non è più il piccolo mento più doveroso va all’Aniene, questa meravi- club degli anni Trenta, sede di indimenticabili vieisgliosa creatura che mi ha consentito di amarla situdini di un ristretto numero di soci, ma è divenuto e servirla, che mi ha sorretto in momenti tristissimi ormai una azienda erogatrice di servizi in piena [nel 1964 l’ing. Benigni perse un figlio giovanissimo, regola, una azienda che mantiene il passo con Marcello, perito tragicamente in un incidente auto- i tempi grazie all’attività appassionata di tante permobilistieo] e nella quale ho ritrovato la cosa più sone.
Un mutamento sotto tanti aspetti traumatico bella che un uomo possa desiderare: l’amicizia! Se che si cerca di vivere nel modo migliore, in pieno mi perdonate la presunzione, questo è il retaggio stile Aniene, facendo garrire sul più alto dei pennoni spirituale che vorrei laseiarvi: conservate la concor- sportività e cordialità. Il segreto per mantenere saldi dia nel rispetto delle esigenze di tutti, appianate le i vincoli sociali. Problemi di bilaneio, problemi di divergenze di idee con reciproca comprensione e so- gestione.
Nessuno insormontabile per l’animo sereprattutto con spirito schietto, portate avanti in no e lungimirante del presidente Chieffi e del suo armonia il principio base che in ottanta anni ha Consiglio Direttivo che, come sempre, non solo ispirato sempre la vita del nostro Circolo...”, guardano ad una programmazione sociale della vita Con l’abbandono di Benigni, si interrompeva la del Circolo ma anche e soprattutto al rafforzamento “pluriennale” segreteria di Piero Marini, uno dei soci della situazione contabile.più popolari e stimati del Circolo, che, giorno dopo Nel contempo l’Aniene continua a brillare di luce giomo, era riuscito ad organizzare sempre meglio propria in campo sportivo.
Su tutti emergono i baldi e più modernamente i servizi operativi dell’Aniene. canottieri impostati ed allenati dall’ex olimpionico lI “mediano di apertura” del Rugby-Roma si produ- Emilio Trivii, un personaggio tanto modesto e sehiceva anche nella compilazione attenta, spiritosa vo quanto bravo e sensibile, che così grande parte di e lucida di “notiziari” che, inviati a tutti i soci, sé continua a dare da anni ai colori giallocelesti. davano notizia degli avvenimenti e dei personaggi Emilio Trivini, ecco un altro personaggio da antolo gia dello sport! Possente vogatore della Falek di eedendosi un breve riposo all’interno della vettura Dongo, due volte olimpionico, più volte campione in attesa dell’apertura dell’ospedale.
Ma l’Anieassumeva il logico incarico di allenatore e forgiatore ne, cuore indomito, non poteva arrendersi e non si di nuovi talenti. Il suo modo cli vogare, la grinta, il arrese. Trasportò il suo dolente campione a Roma coraggio dei suoi anni verdi sarebbero diventati lo e lo affidò nelle mani di un traumatologo ecceziona“stile Aniene”. Un esempio per tutti i eanottieri, così le, il prof. Giuseppe Pagni, il quale superò se stesso conie lo è tuttora per i canoisti Elio Santoni. Un per coraggio ed abilità, rimettendo in piedi in poco altro personaggio che, ormal da anni, per il Circolo tempo Roberto Pangaro.
Un intervento difficile e de-rappresenta un cardine fondamentale. Uomo di licato che ebbe esito positivo grazie alla tempra grandissime capacità organizzative, popolarissimo morale e fisica del paziente: la sua capacità straordiin ogni angolo d’Italia, cuor d’oro, animo sensibile, naria di resistere alle sofferenze, la voglia matta di vive la sua giornata all’insegna dello sport, a contat- guarire, di recuperare, di ritornare a vivere alla sua to con quei giovani che da lui possono tanto appren- maniera furono fattori essenziali per l’avvento del dei-e. Maestro di sport ma anche e soprattutto di miracolo.
Pangaro e l’Aniene avevano colto insieme vita, la più bella delle vittorie! Il nuoto intanto segnava il passo, anche se le Aniene, Pangaro, nuoto ... parlando di questa vittorie continuavano a venire grazie alla presenza, disciplina il ricordo non può che andare ad un uomo in costume Aniene, di un talento naturale come buono e indimenticabile che, purtroppo, non è più Roberto Pangaro. Un atleta eccellente approdato al fra noi: Franco Roberti, scomparso tragicamente, Circolo grazie ad un colpo magistrale dell’avv. troppo presto, dopo che in pochi anni era riuscito Roberti, che catturò il triestino nel 1969, quando a dare tanto di sé al Circolo. Roberti, un professioni-quest’ultimo era poco più di una promessa. In pochi sta di valore e, nel contempo, un valente dirigente mesi la trasformazione agonistica. sportivo al quale tutti dovrebbero ispirarsi.
Nel 1970 Pangaro strappava a Pietro Boseaii, Ed in questa storia del Circolo, mentre un pizzi-velocista di immenso prestigio purtroppo tragica- co di commozione ci assale, ci piace riportare mente cd immaturamente scomparso, il primato l’affettuoso ricordo scritto in sua memoria dal fra-italiano della più classica delle gare: i 100 stile temo amico Fausto Perrone: “Era venuto al Circolo libero.
La notizia dell’agghiacciante sinistro rag- del nuovo Aniene all’Acquaeetosa. L’Aniene nuoto giunse l’Aniene in serata avanzata. Partirono imme- allora, dopo l’unico exploit di Luciana Mareeffini diatamente PCI- Trieste Fausto Pen-one, Franco Ro- alle Olimpiadi di Roma, si esprimeva ancora timidabei-ti e Celio Brunelleschi. Alle quattro del mattino mente a livello giovanile. Franco si buttò anima l’angosciato terzetto sostò a piazza dell’Unità, con- e corpo nell’organizzazione della Sezione, acquisì atleti attirandoli con il suo entusiasmo e la sua un amico e un dirigente di grandissima capacità che passione. Fu apprezzato subito in campo federale certamente avrebbe raggiunto i vertici più alti del-e dalla F.I.N. fu designato per assolvere importanti l’organizzazione sportiva”. incarichi che sicuramente sarebbero divenuti sem- Riprendendo la storia dell’Aniene, non può non pi-e più prestigiosi. Ebbe parte importante nella dimentiearsi l’esplosione di gioia di molti soci legata costruzione della piscina coperta, che poi divenne il ad un fatto sportivo che a Roma fece epoca.Era il 19 fulcro della grande Aniene natatoria che vinse, sotto maggio 1974 ed in una cornice di pubblico entusiala sua guida, nel 1970, il campionato italiano di smante la Lazio conquistava lo scudetto nel calcio, società maschile e femminile, aggiudicandosi il Tro- riportando il titolo nella Capitale trentadue anni lèo Goffredo Barbacehi (scrittore e giornalista spe- dopo la Roma. Le gesta di Chinaglia e compagni, cializzato in nuoto del “Littoriale” poi divenuto l’umanità dell’allenatore Maestrelli (un uomo buono “Col-nere dello Sport”). La sua vita si concluse e generoso, di li a pochi mesi strappato alla vita da tragicamente il 28 dicembre 1971: tornavamo da un male crudele), lo scudetto sulle maglie biancazRoecaraso, dove con Buby Dennerlein, allenatore zurre riempirono di entusiasmo le sale del Circolo. azzurro, avevamo scelto l’albergo per il “collegiale” Un’euforia neppure spenta dal successivo tonfo della Nazionale. L’auto da me guidata finì in una della compagine italiana di calcio, eliminata nella scarpata: io e Buby non riportammo nemmeno un prima fase ai mondiali di Germania. Brindisi e “sfotgraffio. Franco, invece, rimase riverso, senza vita, tò” al cugini romanisti si susseguirono per giorni nel prato, schiacciato dall’auto. In un attimo si era e giorni. Con l’Aniene a sorridere imparziale, dall’alcompiuto il suo tragico destino. Se ne era andato to del suo vessiflo gialloceleste, che prende un p0’ da senza un lamento, silenziosamente, secondo il suo ognuna delle due squadre capitoline: il giallo della stile. L’Aniene e il nuoto italiano hanno perso in lui Roma e il celeste della Lazio.
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