Logico che l’Aniene abbia voluto presentare alla stampa, in una apposita riunione, le manifestazioni programmate per il Centenario in modo da farle conoscere doverosamente ai cittadini capitolini ed a tutti gli amici del mondo sportivo ed in particolare remiero. E la stampa scritta e radio-televisiva ha risposto unanime all’appuntamento.
Le discipline sportive praticate ufficialmente all’Aniene sono sei: canottaggio, nuoto, tennis, corsa, calcio a cinque e pallavolo. Logico che, in occasione del Centenario, si siano programmati una serie di tornei da svolgersi con la partecipazione degli altri tradizionali circoli romani. Un’opportunità per riunire sodalizi gloriosi come il Canottieri Tevere Remo, il Canottieri Roma, il Canottieri Lazio, il Canottieri Tirrena Todaro, il T.C. Parioli, la Società Romana di Nuoto, il Circolo Ministero Affari Esteri attorno all’Aniene.

Rimarranno a lungo nella memoria di centinaia e centinaia di partecipanti a questi tornei le affascinanti gare di nuoto svoltesi nella piscina coperta, te interminabili partite di tennis sui campi in terra rossa, le sfide agguerrite di calcio a cinque, il sano agonismo buttato a piene mani sul campo di pallavolo, il gioioso affanno messo nella corsa, la vitalità prorompente delle regate sul Tevere. Momenti di sport, per professionisti, imprenditori, funzionari che, abbandonando per un giorno il serioso impegno professionale, hanno vissuto felicemente sognati momenti di gloria.

Da sempre l’Aniene vive sul Tevere ed era dunque naturale che si celebrasse con una tavola rotonda il fiume di Roma. Personaggi illustri, studiosi, appassionati alla presenza cli autorità, soci ed amici in un tardo pomeriggio primaverile tutti insieme chiamati a celebrare il grande fiume ed a studiare appassionatamente le soluzioni per un rilancio in grande stile.
D’altro canto del Tevere la città di Roma si preoccupò sin dal passato più remoto. Nell’antica Roma esisteva una magistratura delle acque. Un’emanazione dei curatores operum publicorum, istituita da Augusto, per la tutela del patrimonio architettonico-urbanistico che non poteva certo disinteressarsi dell’allora «biondo» Tevere. Una commissione di cinque senatori aveva il preciso compito di mantenere integro il letto del grande fiume dell’Urbe.
Come non ricordare il grande Vitruvio, magistrato delle acque, al quale si deve l’indicazione di un semipiede per ogni cento metri per la pendenza degli acquedotti, a differenza di Plinio che la considerava di un quarto di pollice.
Per il Tevere si ottemperava ad una «manutenzione» continua: il letto continuamente dragato e sorvegliato; gli argini larghi e battuti, per consentire a schiavi e buoi di trainare ai piatti barconi dagli approdi di Ostia al piedi dell’Aventino, negli attracebi dell’Emporio.
Periodo magico durante il quale incredibili realizzazioni idrauliche consentivano all’acqua del Tirreno di arrivare nei bacini di Trastevere per lo svolgimento delle famose naumachie. Vale a dire battaglie navali allestite alla stregua di un grande spettacolo. Cesare, nel 46 avanti Cristo, fu il primo ad allestire una simile rappresentazione adibendovi schiavi e condannati a morte, data la realtà dei combattimenti. Augusto nel 2 a.c. fece preparare un diverso bacino sulla riva destra del Tevere, nella zona di San Cosirnato: era lungo 540 metri e largo 360. Un nuovo acquedotto lo alimentava: quello dell’acqua Alsietina. I combattenti, generalmente, superavano i diecimila. Domiziano elirninò, forse per motivi politici, questo comitato permanente di senatori addetti alle acque. Non per questo il Tevere ebbe meno cure e meno attenzioni a cominciare dal ririforzamento degli argini e dal mantenimento della purezza delle acque. Questo il riferimento nobile da confrontare con una realtà che vede oggi il Tevere avvelenato e rischioso da navigare per tutti quei ragazzi che vi praticano il canottaggio. la tavola rotonda tenuta nel salone di rappresentanza dell’Aniene va dunque ricordata come una sorta di crociata di parole tutte espresse nella ferma intenzione di salvare il Tevere.
L’Aniene compie 100 anni e vive una giornata indimenticabile.

Dal mattino alla sera un numero incredibile di soci in perfetta tenuta sociale (biazer blu, pantaloni grigi, cravatta sociale e paglietta con fascia giallo-celeste) anima il Circolo per accogliere autorità ed amici intervenuti per festeggiare l’importante compleanno. La benedizione impartita al Circolo ed ai suoi soci, immancabile momento spirituale che ha sempre segnato la vita del sodalizio, la rievocazione con la sfilata sul Tevere in barca di tutti i Circoli Romani, il concerto della Banda dei Carabinieri al gazebo realizzato sull’argine del fiume, argine che ospita infine una eccellente colazione affietata dalla presenza di tanti soci in costume che ricordano momentì di storia vissuta dall’Aniene.
Una cerimonia organizzata in modo straordinario, capace di suscitare l’ammirazione dell’intera città di Roma, una giornata che rimane scolpita a lettere d’oro nella storia dell’Aniene. Musica jazz, musica per orecchie esperte.

Eppure Romano Mussolini con il suo pianoforte ed al suo fianco un complesso di primo livello composto dai rappresentanti più prestigiosi del jazz italiano riescono a catalizzare l’attenzione dell’affollato salone delle feste del Circolo per un’intera serata.
Le piacevoli sonorità, l’occasione di un incontro con un tipo di musica non certo commerciale, il feeling che si crea istantaneo tra esecutore e pubblico riescono a rendere calda e apprezzata la serata musicale.

Un’idea formidabile. Sull’esempio delle Olimpiadi, il Circolo viene riservato per due intere giornate ai soli soci per consentire lo svolgimento di gare sportive in sette discipline: canottaggio, calcio a cinque, tennis, pallavolo, nuoto, corsa, boccette.
Si costituiscono quattro squadre contrassegnate dai colori giallo, celeste, bianco e rosso costituite ciascuna da oltre quaranta soci che si battono all’insegna dello «sport pour le sport» cercando di accumulare il maggior numero di punti in ogni disciplina per la propria squadra. Momenti indimenticabili.
Menzionare chi vinse non sarebbe giusto, vale invece la pena ricordare gli instancabili organizzatori di quella indimenticabile kèrmesse sportiva: Alberto Luchetti, Alfredo Moriconi ed Elio Santoni per il canottaggio, Maurizio Nardini per il calcio a cinque, Stefano Soderini per il tennis, Roberto Pangaro per il nuoto, Mario Crispo per la corsa e Marco Zani (che purtroppo oggi non è più tra noi) per la pallavolo e le boccette. I momenti più affascinanti: vedere tanti soci più o meno giovani, più o meno preparati, più o meno esperti battersi uno a fianco dell’altro nelle varie discipline sportive, come sarebbe piaciuto a Piene De Coubertin. Una manifestazione davvero riuscita.

La regata contro gli equipaggi di Oxford e Cambridge costituisce ormai una tradizione per l’Aniene. Ecco allora che il benvenuto ai due equipaggi inglesi, nell’anno del Centenario, viene curato in modo particolare. Sono tanti i soci che partecipano alla cena organizzata sulla terrazza e rimangono fino a tarda notte sognanti intorno al piano-bar.
Gli ospiti inglesi fraternizzano con i soci giallo-celesti e per una sera dimenticano di dover scendere in acqua nemmeno trentasei ore dopo.

Si svolge nelle acque del Tevere con partenza dal galleggiante della Romana Nuoto ed arrivo a monte di Ponte 5. Angelo, sulla distanza classica di 1000 metri con partenza volante. Insieme agli equipaggi dell’Aniene, di Oxford e di Cambridge, un Misto dei Circoli Romani. Dinanzi ad un folto pubblico che si assiepa sugli argini del Tevere lo regate si svolgono nel tardo pomeriggio.
Nella prima batteria Oxford prevale sull’Aniene, nella seconda i «Cardinali» (così viene chiamato l’equipaggio Misto dei Circoli romani) ha la meglio su Cambridge. La finale è tutta per l’armo inglese, guidato dall’ex trainer dei dark-blues Topolsky, anche grazie all’incidente che penalizza i Cardinali (perde il remo il prodiere Guidi). Terzo posto per l’Aniene che supera Cambridge.

Una giornata interminabile che si conclude a tarda notte, dopo un’ottima cena ed un brindisi intorno al piano bar, con le premiazioni dei vincitori della Regata del Centenario e delle Anieniadi. Coppe, trofei, medaglie, premi per tutti per ricordare che la vita dell’Aniene è costituita in primo luogo dallo Sport. D’altro canto, cento anni di successi sportivi hanno siglato la vita del Circolo in modo ormai indelebile.

La ricorrenza del Centenario dell’Aniene ha costituito un momento di particolare emozione e di grande coesione per la vita sociale. Logico che la cerimonia di chiusura dovesse essere organizzata in modo davvero particolare. Un gran ballo ai bordi della piscina, una cena alla quale partecipano centinaia di soci e loro ospiti in una cornice affascinante cli suoni e luci e nello sfondo una grande mongolfiera sulla quale Dino Zingales fà provare l’ebbrezza del voTo a più di un socio.
Uno spettacolo animato da soci e da figli di soci, e poi il brindisi finale con il quale si saluta la nascita del secondo secolo di vita dell’Aniene interpretata con mestiere da grande attore da uno dei soci più conosciuti Mario De Tuddo (meglio noto come «la vecchia»), uscito fuori, travestito da neonato, da una enorme torta giallo celeste. Un momento davvero particolare nel quale all’emozione dell’evento si è voluto unire quello spirito goliardico che ha sempre contraddistinto i soci dell’Aniene. Una chiusura davvero in grande stile. L’Aniene ha 100 anni di vita.