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Verso il Centenario

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Peppe Fabrizi, apprezzato dirigente del Circolo per tanti anniDal 1982 al 1992 l’Aniene vive il decennio che porta al compleanno più bello, quello dei primi 100 anni, un traguardo prestigioso che pochi circoli al mondo possono vantare.Ma non sono anni facili. L’Italia si trasforma e con lei anche la mentalità degli italiani. I ritmi di vita aumentano ogni giorno di più guardando all’esempio americano ed il tempo da dedicare ad una sana attività sportiva od anche a quei momenti da trascorrere serenamente con gli amici nelle sale dal Circolo vanno sempre più restringendosi.

Si chiude l’era Guzzi, durata quasi dieci anni, e la scelta del nuovo Presidente non è facile perciò tanti sono i soci ed ognuno ha in mente il proprio uomo ideale. I vincitori della Coppa Canottieri organizzata dal C.C. Lazio, edizione 1983 (categoria seniores). Da sinistra in piedi Sestieri, Mariotti, Rocchi, Pellas, Carfagni, Sabini. Accosciati Bellinzoni, De Angelis, Rizzi e Nardini. È difficile far coagulare le indicazioni dei più su una stessa persona ed ecco allora che, per superare il delicato momento, viene richiamato a furor di popoio Arnaldo Benigni che, dunque, per la terza volta si trova a guidare l’Aniene. E Benigni non si tira indietro garantendo così con il proprio impegno il superamento dell’emergenza, in nome dell’unità sociale.Benigni rimane in carica per due anni Fino al 1985 ed è un periodo che passa serenamente. D’altro canto Arnaldo Benigni è uomo carismatico per l’Aniene, capace di coagulare intorno a sé i più ampi consensi. I meriti acquisiti in tanti anni di fervida attività a favore del Circolo gli valgono, nell’Assemblea del 24 ottobre 1985, la Presidenza Onoraria, un meritato riconoscimento che nella storia dell’Aniene aveva avuto solo S.M. Vittorio Emanuele III.

Se Benigni aveva accettato due anni prima la Presidenza era solo nell’attesa che spuntasse un nome nuovo per la carica più importante e dunque rimane alla guida dell’Aniene finchè non spunta all’orizzonte il nome nuovo di Antonio Cacciavillani. Manager di talento, da anni chiamato a guidare aziende prestigiose in campo nazionale e internazionale, porta la sua esperienza al servizio dell’Aniene con lo scopo principale di modificare in senso più moderno l’organizzazione e l’amministrazione di uno dei Circoli più tradizionalisti. Ambiziosi i suoi progetti iniziali: migliorare la situazione economico-finanziaria, potenziare l’attività sportiva ma anche cercare di integrare al meglio l’Aniene nella vita cittadina con una maggiore apertura verso i giovani senza però dimenticare i soci più anziani, quelli che fanno parte integrante ormai della gloriosa storia del Circolo. Obiettivi ambiziosi che rendono complicata la vita del Presidente costretto, a volte, a decisioni sagge ma impopolari.

Particolarmente importante la scelta di Favorire l’ingresso dei figli dei soci attraverso una modifica statutaria, ottenendo il duplice effetto di abbassare l’età media dei soci e garantire un futuro all’Aniene. Solamente la convivenza con i soci più anziani può consentire ai giovani di conoscere i valori della tradizione e costituire, attraverso l’amicizia e la solidarietà, un gruppo compatto capace di valorizzare nel tempo la storia e la cultura del sodalizio. Valori della tradizione che non possono consistere solo nel festeggiare i fasti del passato ma che debbono spingere, con molto coraggio, a decisioni capaci di collocare il Circolo in una posizione di avanguardia, modello di moderna ed efficace gestione. Iniziative su iniziative, dunque, tutte volte a creare una base sicura verso il futuro.


La sezione ealcetto (che la Federcalcio proprio in questo anno ribattezza più pomposamente «calcio a cinque»), che regala lustro e successi (importante e prestigiosa la vittoria in Coppa Italia), viene ridimensionata dall’Assemblea dei soci perciò i criteri maturati nella gestione dell’attività si stanno allontanando dai principi del più sano dilettantismo, cui invece si rifà l’Aniene sin dalla sua fondazione. Per gli amanti di questa disciplina, abituati a veder sventolare gloriosamente il vessillo giallo-celeste sui campi di mezza Italia, una profonda delusione.

24 giugno 1988. Si festeggia al galleggiante la conclusione del corso di canottaggio per i soci e l’operazione è propizia per scaricare la classica «secchiata» su un gruppo di volenterosi rimasti immobili in posa per lo scatto di una foto ricordo Anche la sezione nuoto viene rivoluzionata nella sua organizzazione. Il nuovo obiettivo del settore è quello di forgiare un gruppo di giovanissimi di talento da regalare al nuoto italiano e, anche se il nuovo corso contribuisec ad allontanare dal Circolo un gruppo di atleti di interesse nazionale, l’onestà dell’iniziativa trova conforto, con il passare del tempo, con il prolificare di nuovi campioni in erba capaci di tenere alto il nome dell’Aniene. Si guarda al futuro e così gli impianti sportivi vengono migliorati (c’è la grande novità del campo di pallavolo che trova ogni giorno nuovi proseliti) creando le premesse per una sempre maggiore attività intercireoli con larga partecipazione dei soci. Nel contempo si guarda anche alla ristrutturazione della sede sociale per la quale si rende necessario un intervento di rinnovamento considerato che da anni non si effettuano lavori consistenti. Una sede migliore più eonsona alla qualità della vita sociale, alla immagine che il Circolo possiede nell’ambito della vita cittadina.

Lavorano sodo Caeciavillani ed il Consiglio, da lui indicato ed eletto dall’Assemblea dei soci, ma, con il passare del tempo, il fervore di iniziative, peraltro oggi largamente apprezzate, crea contrasti ed all’interno del Circolo va eoncretizzandosi un’opposizione alla quale il Presidente replica fermamente. Caeciavillani, un uomo al quale non difetta certo il carattere. Tutto questo complica il percorso che conduce all’approvazione di qualsiasi delibera ma non impedisce la adozione di nuovi utili sistemi organizzativi del settore amministrativo, di una serie di iniziative che contribuiscono a mantenere la gloriosa tradizione ed a migliorare l’immagine dell’Aniene nel contesto cittadino. Ritorna a galla anche un vecchio dilemma, quello relativo all’abolizione del divieto che impedisce alle donne di acquisire la qualità di socio del Circolo. Per la prima volta, dopo anni ed anni, il Consiglio sembra favorevole ad una svolta storica, ammettendo le donne a specifiche attività e servizi.

D’estate viene concessa, ad esempio, la presenza delle mogli dei soci autonomamente nel ristorante. Tutto ciò provoca però contrasti interni finchè l’Assemblea non si pronuncia per un fermo dietro-front. Si torna al passato, le presenze femminili nel Circolo saranno consentite solo in compagnia dei soci. Vecchio caro Aniene legato alle tradizioni! Alle soglie dell’anno 2000 due soltanto i Circoli che riservano nella Capitale la qualità di socio al soli uomini: il Tevere Remo e l’Aniene e, non a caso, sono quelli più gloriosi ed antichi.


Antonio Cacciavillani e Dario Carfagni, i due presidenti che hanno caratterizzato l’epoca più recente del Circolo Canottieri Aniene. Manager di spicco a livello nazionale ed internazionale il primo, apprezzato libero professionista il secondo hanno garantito con la loro appassionata guida una collocazione di prestigio al sodalizio nella vita cittadina e nazionale. Prosegue intanto la tranquilla vita del Circolo, frequentato molto nelle ore del giorno, meno in qualche caso anche troppa, come la volta che siamo quelle della sera, anche se intrattenimenti culturali, rimasti sepolti tre giorni in albergo a Malga Ciapela, musicali, tornei di bridge e gin rummy vengono senza luce e ce ne siamo dovuti tornare a Roma organizzati di continuo per favorire soprattutto quel a bocca asciutta). ricambio generazionale indispensabile per garantire Il più delle volte però il nostro capoeomitiva un futuro sereno all ‘Aniene. ufficiale, Massimo Funaro ci ha organizzato, con Gli anni ottanta sono densi di avvenimenti ed il l’indispensabile collaborazione del Padreterno, delle Circolo li vive appassionatamente. giornate stupende, ed è per questo che al suo Si certa di rivivere anche qualche momento dal appello rispondiamo sempre in tanti, Ilio, Mai-io, sapore del tempo che fu. Gigi, Toni, Vittorio e i due Rudy, e poi Dario, Paolo, Adriano Antonelli ricorda una piacevole gita sul Alberto, Diego e Stefano, i due Giorgio, Aldo, il Po: (<Portate le barche nel più esclusivo club di sottoscritto, spesso con mogli, figli, amiche, amici Cremona, partimmo con un programma molto am- (c’è chi si è lamentato che così si perde lo spirito bizioso di lunghe tappe da percorrere in tempi brevi, della zingarata, ma non si può avere tutto), un’orda La fui-te corrente e l’entusiasmo per quella che rumorosa che occupa da sola un albei-go e sciama risulterà poi la più bella trasferta del canottaggio di sulle piste con ogni mezzo, persino in elicottero, questi anni permisero di percorrere circa 40 chio- dalla Val d’Isere, al Cervino, alla Marmolada. metri al giorno con grande facilità.

Serata di festa per l’Aniene. La squadra di calcio a 5 si è appena aggiudicata la Coppa Canottieri 1992 organizzata dal C. C. Lazio e si mette in posa per la foto di rito con il Presidente Carfagni. Alle spalle del gruppo alcuni soci al seguito della squadra. C’erano tutti, E un fantastico bestiario che ha i suoi bravi o quasi, quelli abili alle grandi imprese, Nicola, campioni: Mario Beomonte, campione di resistenza Paolo, Fedeiico, Alberto, Carlo, Aurelio, Massimo, al freddo, Ettore Zanazzo, sportivo vero, che non Elio, Mario, Ettore accompagnato dalla meraviglio- prende gli impianti e risale le montagne con gli sei sa Mariella, timoniera di grande esperienza, che, sul groppone, Giorgio Lora, a valanga, Giorgio con dettagliatissime carte nautiche, ci guidò lungo Allegra, che si arrabbia, Alberto Tripi, che fa venire questo bellissimo e sconosciuto (per noi) fiume. fuori il sole (almeno ne è convinto), tanto per citare Insieme all’otto yole, in cui ci alternammo alla i primi che vengono in mente. guida, ci fu un quattro yole di giovanissimi protesi E infine ci sono le deviazioni e le soste gastronoa slìdare gli esperti genitori, Fausto, Marco, Peppe miche: le più pericolose sono quelle in montagna, e Simone aiutati da Alfredo Lombardi che, solo dopo le quali è facile che qualcuno risulti disperso; grazie ad un gioco di stretta parentela, fu ammesso a proposito, avete notato che quando uscite da una ncl gruppo giallo-celeste. I giornali locali ne parlaro- balta, verso sera, ben carburati, per rimettervi gli no entusiasti, Alberto Mmdcl, maestro carpentiere sci, quasi sempre si scatena una bufera bestiale?>’ dell’Aniene e tecnico al seguito, fu segnalato come La presidenza Caeciavillani va anche ricordata elemento pericolosissimo per le scorte di lambruseo per una iniziativa assai apprezzata, la rielaborazione della i-egione. Calorosa fu l’accoglienza dei circoli dello Statuto sociale.


Elio Santoni, gloria e vanto del remo giallo-celeste, in una foto di repertorio con due brillanti rappresentanti della canoa. Si tratta dei due fratelli Fabbri, campioni d’Italia 1992 per i nostri colori, figli del socio Eugenio Fabbri. Una esigenza dettata dalla remieri che ci ospitarono nel percorso. Una trasferta opportunità di creare una visione globale delle indimenticabile allietata da una serie di attività regole di funzionamento del sodalizio coerentemenculturali con visite a città e musei nel solco di una te sistematica. tradizione da non dimenticare mal».

Pasquale De Lise e Piero d’Arnelio le anime del Andrea Simi rievoca invece la tradizionale aper- nuovo Statuto ma, con loro, il contributo di tanti tura della stagione bianca: «Sant’Ambrogio? Ma soci come Zanchini, Perrone, Picone e Clerici. quale Sant’Ambrogio! Quella è roba per milanesi Come non parlare poi dei lavori di ristrutturazioe noi «sieme i-umane>’, come diceva con orgoglio ne della Casina? quell’abruzzese immigrato a chi gli chiedeva delle Si rendeva necessario un intervento di rinnova-sue origini. E’comunque vero che intorno al 7, 8 di mento fwizionale e formale dei locali de! Ch-colo che dicembre, ogni anno, noi dell’Aniene ce ne andiamo da anni attendevano un’accurata opera di maquillage. in folto gruppo ad inaugurare la stagione bianca, E così i lavori all’ingresso della Casina, alla parte e sono sempre gite con i fiocchi (di neve, appunto: in antistante il bar con il grande camino destinato a far da baricentro ideale per un incontro piacevole soprattutto dopo colazione, alle sale riservate ai soci, aglì spogliatoi, hanno consentito all ‘Aniene di cambiare volto assumendo un’aspetto più confacente al passaggio verso gli anni 2000.

Secondo una apprezzabile tradizione, tutti gli anni una corposa delegazione dell’Aniene si reca a Venezia per partecipare ad una classica del remo, alla tradizionale Vogalonga. Lça spedizione viene organizzata sempre con largo anticipo e riesce a coinvolgere canottieri di ogni età e capacità. Nell’immagine il gruppo dei nostri canottieri ripreso nel corso dell’edizione 1992. Intanto nel 1983 la Roma vincc il suo secondo scudetto tricolore nel campionato dì calcio al termine di una affascinante cavalcata durata trenta giornate ed i soci dal cuore gìallorosso hanno modo di csternare tutta la propria gioia e gratitudine nei confronti di Liedholm, Falcao e compagni in serate divertenti e rumorose. Dino Viola, indimenticabile Presidente della Roma calcio, socio dell’Anicne dal 1967, raccogJie schivo e felice le affettuose congratulazioni degli amici dcl Circolo. Con lui Antonio Cacciavillani, amico d’infanzia e vice presidente della Società. I supporters della Lazio, che primeggia amaramente nel campionato di serie B, sono costretti ad ingoiare bocconi amari ed a subire scherzi e prese in giro nel solco di una festosa tradizione. Avranno la loro particolare rivincita, alla fine della stagione successiva, quando la Roma perderà la Coppa dei Campioni di fronte al propri ammutoliti sostenitori nella finalissima dell’Olimpico contro il Liverpool causa quegli indimenticabili maledettissimi calci di rigore. Un’occasione irripetibile, una delusione enorme. Anni particolari anche per la città di Roma nella quale l’Aniene ed i suoi soci si integrano, come al solito, alla perfezione.

Sono sempre più numerosi i soci chiamati a ricoprire incarichi e moli cli assoluto prestigio non solo nella vita cittadina ma anche in quella nazionale. Ma l’era Cacciavillani vive momenti di tensione. Il gradimento dei soci verso un Presidente serio, onesto, tenace ma a volte brusco nel rapporto con il prossimo, rigido nelle sue valutazioni, non è più elevato come agli inizi e qualche cosa si rompe anche all’interno del suo Consiglio che non appare più compatto. Ma anche momenti che il Circolo riesce ad affrontare con uno spiccato sense of humor.Con il contributo di più soci e grazie alla mano predisposta al disegno di Maurizio Clerici e Paolo Boggio viene pubblicato «Il Becco Giallocelestc» con il sottotitolo ((Periodico (speriamo) abusivo, ad alto rischio, satira cli costume, senza l’imprimatur del sig. Trippa, tiratura limitata, stampato in proprio».


Negli ultimi anni si sono quanto mai risaldati i legami tra l’Aniene ed il Tevere. Il fiume, da sempre, ha avuto un fascino particolare ed ha significato molto per non dire tutto per la vita del Circolo. Logico l’entusiasmo con cui si sia aderito alla Associazione Culturale Tevere Vivo. Un giornalino sociale con articoli scherzosi, vignette, barzellette, tutte legate al particolare momento che vive il Circolo. Ne escono sei numeri, poi l’iniziativa si esaurisce perchè si verifica qualcosa di molto importante. Cacciavillani ama la chiarezza e sceglie allora la strada più corretta. Si dimette e, com’è strana la vita, il gesto gli attira le simpatie di tanti e tanti soci con i quali fino a ieri non sembrava in sintonia. La decisione è però irrevocabile e l’Aniene deve dunque pensare al suo nuovo Presidente.

Due i gruppi che si costituiscono, uno capitanato da Dario Carfagni, che riunisce insieme per buona parte il vecchio Consiglio di Cacciavillani, l’altro guidato da Fausto Perrone, che cerca di coagulare intorno a sè un manipolo di soci quasi tutti inediti per le sale di comando del Circolo. Dario Carfagni, professionista di prestigio, uomo anrniinistrativamente forgiato da tanti anni di attività come Consigliere, Segretario, Vice-Presidente del Circolo; Fausto Perrone, avvocato, socio benemerito, ali’Aniene dal 1951, un vecchio atleta che vorrebbe vivere questa nuova esperienza dopo essere stato per anni Consigliere e Vice-Presidente. All’Assemblea del 22 novembre 1990, cui partecipa un cospicuo numero di soci consapevole dell’importanza del momento per il futuro dell’Aniene, si va alle urne.

Secondo una tradizione ormai consolidata, l’«otto» dell’Aniene ogni anno scende in acqua per misurarsi con gli armi inglesi di Oxford e Cambridge. Un anno in Italia ed un anno in Inghilterra, un’occasione per verificare stili a confronto e capacità reniere ma anche un’opportunità per trascorrere delle ore felici in compagnia di persone aventi un unico denominatore comune, l’amore per il canottaggio. Alla prima tornata Carfagni ottiene 331 preferenze, Perrone 279, un numero di voti non sufficiente per nominare il nuovo Presidente. Occorre votare nuovamente ma Fausto Perrone, in pieno spirito Aniene, rinuncia a proseguire la sua battaglia elettorale e Carfagni viene così acclamato 25° Presidente della storia del Circolo. Il resto è storia dei nostri giorni. Carfagni, abituato a lavorare sodo, sacrifica ancor più lavoro e tempo libero per dedicarsi all’amatissimo Aniene. Per lui un’impegno durissimo, un’attività, a volte stressante, condotta con disponibffità e competenza ma anche la soddisfazione enorme di passare alla storia del Circolo come il Presidente del Centenario.

Ma c’è anche da ricordare il cammino sportivo dell’Aniene in questo particolare periodo. Gli anni ‘80 sono contraddistinti ancora una volta da brillanti risultati nel settore sportivo. Canottaggio e nuoto sono le discipline che regalano le maggiori soddisfazioni. Proprio nel 1982, a Lucerna, Luca Migliaccio sale sul podio nel campionato mondiale pesi leggeri. Il terzo posto conseguito neI singolo lo colloca tra i mostri sacri di questo sport e lo pone per sempre nella storia del canottaggio italiano. Ma questo è soltanto uno dei risultati più cela-tanti perchè, se cinque anni dopo a Colonia, nel Mondiale juniores, Andrea Placidi, con il quattro senza, giunge quarto sfiorando la medaglia di bronzo, l’anno dopo (il 1988), a Milano, Federico Leproux diviene addirittura campione mondiale juniores con il quattro senza azzurro. Un anno indimenticabile pcrchè, nel corso della stessa manifestazione, Roberto Blanda conquista il bronzo con il 4 con juniores e nel Mondiale femniinile Emanuela Mancini finisce quarta con il 4 di coppia. Di fronte a tali risultati sembrano quasi scontate le vittorie a ripetizione ottenute nei campionati italiani, capaci di regalare grande considerazione al Circolo in questo specifico sport.


Immagine della tradizionale regata con le Università di Oxford e Cambridge. Si gareggia per la categoria veterani. Una competizione nata nel 1982 grazie all’appassionato impegno del socio Fazioli, cresciuta nel tempo, capace di favorire un migliore rapporto tra i due armi inglesi che, all’inizio, rifiutavano addirittura di sedere allo stesso tavolo nella serata delle premiazioni. Un’occasione per rivedere in azione tanti ex campioni del passato, per rivivere da atleti le gioie di un tempo ormai passato. L’ultima grande vittoria nel 1990 ancora con Roberto Bianda a Vienna in Coppa Europa vincitore con l’otto azzurro, un equipaggio davvero bene assortito capace di raggiungere il più alto gradino del podio. Il nuoto giallo-celeste vive negli anni ottanta un periodo di grande trasformazione. Vanno dunque distinti un primo periodo che va fino al 1988 ed uno successivo, periodi contraddistinti da una diversa guida tecnica (Franco Macioce prima, Bubi Denner1cm poi) e da una diversa impostazione dell’attività.

Nel 1984 l’Aniene è rappresentato alle Olimpiadi di Los Angeles da Gianni Minervini e Marco Del Prete. Un anno importante visto che Minervini diviene anche campione italiano sui 100 rana e Del Prete ottiene il record italiano sui 200 rana. Entrambi si laureano campioni d’italia nell’anno successivo ed il 1986 si rileva un’annata particolarmente felice perehè c’è il titolo italiano per Roberto Cassio ma soprattutto l’argento mondiale a Madrid per Gianni Minervini nei 200 rana. L’epoca del grande nuoto all’Aniene si chiude nel 1987 con il bronzo agli Europei di Strasburgo di Amicizia e la finale nella tradizionale Coppa Canot Mincrvini e la partecipazione alla stessa manifesta- tieri organizzata dal CC Lazio; nel 1986 la Coppazione di Valerio Giambalvo, e nel 1988 con la Canottieri, la Coppa Lazio, la Coppa Italia e la partecipazione alle Olimpiadi di Seoul di Minervini partecipazione alle finali del Campionato Italiano; e Cassio ed i successi nel campionato italiano di nel 1987 la Coppa Canottieri e la Coppa Italia), poi la Minervini (100 rana) e Del Prete (200 rana). ricerca di una nuova identità più vicina all’attività Poi la grande svolta, con l’intento di dare spazio dei soci che non allo sport inteso come professioni- ai giovani, cercando per un momento di guardare al smo. futuro più che al presente. Ma non per questo i «ealcettari» riscuotono Ma i risultati non abbandonano ugualmente il meno successo.

Altra immagine dalle regate Aniene - Oxford - Cambridge.La finale della Coppa Canottieri nel club giallo-celeste. 1990 riporta l’Aniene nella vetrina romana di questo Nel 1990 Emanuele Idii ed Elena Morgantii sport, il successo nella stessa Coppa e nel 10 Torneo conquistano la medaglia d’argento ai campionati Cisalfa l’anno dopo confermano il grande entusia italiani e la giovane staffetta ottiene il record italianosmo del Circolo verso questa disciplina sempre più nella 4 x 100 mista femminile con Morgantini, Mo- emergente. scIE, Amadori e Pangaro (buon sangue non men- La sezione tennis non raccoglie invece grandite...). successi nè a livello nazionale nè internazionale. L’argento agli Europei juniores di Miriam Ama- Sport in grado di raccogliere consensi tra i soci duri e Francesca Pangaro indica che la strada a livello amatoriale (vedi le corpose partecipazioni ai tracciata è quella giusta. tornei sociali) si fà notare a maggior livello solo per il 111991 si apre a Perth (Australia) con il bronzo di successo in Coppa Lazio nel 1982 e nel 1985 nella Emanuele Idini nella staffetta 4 )< 200 stile libero. classe «non classificati» a squadre e per l’intramonLo stesso nuotatore conquista l’oro sui 100 stile tabile Mario Fiorini che nel 1982 diviene campione libero ai Campionati Italiani anche se con i colori italiano over 45 e due anni dopo vive l’esaltante delle Fiamme Gialle visto che l’Aniene è costretto avventura di far parte della squadra italiana finalista a cederlo in prestito al club militare per il periodo della Coppa Davis over 45.


Foto di gruppo in occasione della prima discesa in acqua dell’«otto yole» intestato all’indimenticabile Antonio Ghiardello. La barca, per l’occasione, viene affidata ad un gruppo di soci «maturi». Da sinistra: Pagani, Gentile, Hausmann, Carfagni, Manetti, Clerici, Ranieri, Del Bufalo e Perrone. Madrina d’eccezione la moglie del Presidente Carfagni, sig.ra Elizabeth. Ancor oggi sentir raecon del servizio di leva, tare da Mario Fiorini quella meravigliosa avventura Ma il 1991 va anche ricordato perchè, per la significa rivivere sensazioni inebrianti capaci di giuprima volta nella storia del Circolo, una staffetta stifieare i sacrifici di una vita intensamente vissuta femminile conquista il titolo nel campionato italia- sui campi in terra rossa. Tutti i giorni, con il sole no. La 4 / 100 mista da ricordare è composta da o con la pioggia, con il caldo o con il freddo, Mario Elena Morgantini, Gaia Moselli, Cristina Ouintarelli Fiorini è sempre là, dall’alba al tramonto, sui campi e Francesca Pangaro. dell’Aniene, maestro meraviglioso per allievi più 11 1992 vede ancora una volta un nuotatore o meno capaci al quali si dedica con uguale passione dell’Aniene partecipare alle Olimpiadi.

A Barcellona e sensibilità. va infatti Emanuele Iclini, anche se con scarsa Prende sempre più corpo in questi anni l’attività fortuna. pallavolistiea con un gruppo di soci appassionati Fabio Farabegoli e Angelo Grino, campioni di capaci di trascinare una disciplina fino a ieri seono domani, vengono selezionati per la rappresentativa sciuta all’Aniene. azzurra ai Campionati Europei Giovanili. Ed il successo della pallavolo coincide con il Due nomi da ricordare, tracollo della pallacanestro. Ma se canottaggio e nuoto sono le discipline più I eanestri collocati sul campo di pallavolo sono rappresentative, sono molti altri gli sports che si ormai dimenticati da tutti e rappresentano più un fanno apprezzare all’Aniene negli anni ottanta. invadente ostacolo che non l’occasione per un mo Fra questi il caleetto (oggi «calcio a einque’x) che mento di relax sportivo. Il “volley” conquista sempre vive la stessa storia del nuoto. più proseliti e, soprattutto, nel periodo primaverile Prima i grandi successi (nel 1985 la Coppa diviene sport di punta dell’Aniene.Accanto a queste attività sportive, ve ne sono i chilometri diventano tanti ma occorre rimanere in altre più o meno importanti, più o meno prati- gruppo senza far vedere la fatica. catc.

Il canottaggio è stato e rimarrà per sempre lo sport numero uno dell’Aniene. Un legame storico quello con questa disciplina testimoniato dall’immagine che rappresenta oltre cinquanta soci intorno all’imbarcazione più classica, l’ ”otto”. Le maglie giallo-celesti hanno riempito in questi I maratoneti del Circolo divengono sempre più anni le strade di mille competizioni, siamo certi che numerosi cd i soci dell’Aniene seiamano sorridenti questo aceadrà ancora in futuro in linea con una per le strade ed i parchi della Capitale per far seiitire tradizione sempre più gloriosa. una presenza viva nella Città. Ma non mancano anche i rappresentanti di Nominarne solo qualcuno potrebbe costituire un discipline poco conosciute. Diego Gentile, prima torto per i dimenticati, noi invece intendiamo ricor- giocatore e poi arbitro di polo tra i più famosi in dare tutti insieme quei soci che quotidianamente Italia, ne è il più logico rappresentante per uno sport o anche una volta sola si sono cimentati con la d’élite che unisce fatica e stile in un cocktail dalla terribile fatica che prende muscoli e testa quando prorompente vitalità.