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Sacrifici di guerra - Page 4

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Sacrifici di guerra
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E chi lo conobbe amava ricordarlo con gioia ed entusiasmo, come i suoi vecchi amici e consoci Maciocci e Cussino: “Vincenzo Macchini rappresentò per tutti i giovani soci un maestro di vita e di sport. Atletico, dalla fantastica muscolatura, intratteneva le reclute che lo circondavano attente e rispettose, sui modi e sugli esercizi ginnici che potevano influenzare lo sviluppo fisico e morale”.

Di lui scrisse Giulio Monteverdi: “È Vincenzo Macchini che per un istante trasfuse nella sua anima l’astratto Messaggero degli Dei del remoto Olimpo facendo rimanere di stucco il Mercurio di Giambologna”. Aristide Sartorio scriveva invece: “Ammirevole perché pare una cosa greca fatta viva, se tutta la fotografia fosse così, ci ridarebbe la sensibilità ellenica”. Immagine di gruppo della gita a due ponti.E ancora Vincenzo Gemito: “È veramente Vincenzo Macchini ispirato all’idea del bello, scopo della creazione dell’umano capolavoro che così innocentemente vive del pensiero in quest’anima d’artista dei tempi gloriosi che vivono per l’ideale dell’amico Macchini”.

Nuotatore di grande talento ma ancor più tuffatore eccezionale, lasciava di stucco chiunque lo vedesse, anche Mussolini che, nel 1925, firmava la foto di un suo tuffo straordinario. Ma Macchini era noto non solo come sportivo, ma anche come “arbiter elegantiarum” del Circolo: il classico esempio dell’impeccabile gentiluomo mondano dell’Aniene. Rappresentava infatti il Circolo in tutti i ricevimenti ufficiali, porgeva fiori e omaggi alle belle signore, parlava con gli stranieri uno strano linguaggio che lui asseriva essere di Oxford, ma che poteva essere benissimo “suahili” del Sud Zaire. Poi, tornava sul Tevere, dove, coadiuvato da Bocale, il barcarolo delle capanne dell’epoca, si tuffava cento volte nelle acque del fiume.

Scherzoso come pochi, una volta, organizzò con una caccavella un elmetto con ali laterali, si applicò altre ali alle caviglie, imbracciò un caduceo e volò deciso nel mitico cielo degli Dei lanciandosi nel Tevere da un trampolino fatto con una palanca da muratore. Risultato: una immagine perfetta del Mercurio del Giambologna che fu pubblicata da varie riviste capitoline, e, più tardi, sui fogli più diffusi della stampa estera quali “The Sphere”, “Berliner Abesed Post”, “Je Suis Partout”, “New York Times”.Gabriellino D'Annunzio, socio dal 1908.

Macchini tuffatore, Macchini arbiter elegantiarum, ma anche Macchini poeta come può vedersi dai sonetti che vengono pubblicati in questo libro. Parlando di un personaggio mitico per l’Aniene come Vincenzo Macchini abbiamo per un attimo lasciato cronologicamente la storia dell’Aniene alla quale ritorniamo là, negli anni Venti, dove l’avevamo lasciata.

La guerra era finita, ma proprio un personaggio molto vicino al Circolo, il socio onorario Gabriele D’Annunzio, combattente di terra, di mare, di cielo, medaglia d’oro al valor militare, non aveva deposto le armi, ribellandosi, appoggiato dai suoi legionari, al trattato di pace ispirato dal presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, che toglieva all’Italia vittoriosa il Carnaro e Fiume.