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| La nuova sede |
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Ma torniamo alla “storica” impresa di Benigni e Zaceherii. La notizia del “colpo” attuato dalla brillantissima coppia giunge come fulmine a ciel sereno all’interno del Circolo. I soci si recano, chi furtivamente, chi apertamente, a visitare l’area ottenuta dal Genio Civile. La prima impressione è quella che è. Il tratto di golena sulla riva sinistra del Tevere è ridotto all’avvilente condizione di scarico pubblico ed è regno incontrastato di farabutti e donne cli malaffare.
Ma c’è chi ha l’occhio lungo e comincia a sognare e, si sa, sognare piace a tanti. Si riaccende quindi la lotta e la spaccatura tra i “conservatori”, disperatamente attaccati al Lungotevere in Augusta ed i “trasmigratori”, favorevoli ad un trasferimento. Tra i fautori dell’esodo, accanto a Benigni, si schierano spavaldamente, secondo i loro usi e costumi, Fausto Perrone, Lamberto Puecher e Piero Marini, tre rocciosi protagonisti dell’ultima epopea della Rugby Roma nelle cui file avevano conquistato i due scudetti del dopoguerra.
Sorretti da amici della loro stessa estrazione (tra i quali emerge Pier Marcello Pannelli, detto “Buby”, nipote del grande maestro Pietro Mascagni), i nostri entrano nella mischia “in percussione”, come si dice in gergo rugbistico, partecipando attivamente alla piccola guerra che sta lacerando il tessuto sociale dell’Aniene.
La lotta si fa sempre più aspra. Piovono a tappeto le dimissioni dei “bastiancontrari”. Il gruppo Benigni, sostenuto dal presidente De Pirro, con tenacia encomiabile, cerca di reagire attraverso una paziente opera di persuasione, promuovendo incontri, impegnandosi in discussioni interminabili e lunghe chiacchierate amichevoli per convincere i con-testatori più accaniti ad accettare il proprio programma.
L’esito è incoraggiante e molte dimissioni vengono ritirate. Uno dei recuperi più importanti si rivelerà quello del socio Edmondo Onlandi il quale risulterà alla fine uno dei maggiori e più entusiasti propugnatori della “Operazione Acqua Aeetosa”. L’ardita operazione, attuata con straordinario coraggio, quasi ai limiti dell’incoscienza, è guidata da un improvvisato stato maggiore, composto dal «magnifici sei»: Tullio Maciocei detto “er Macia”, Ed-mondo Orlandi “Garibaldi” Arnaldo Benigni “er cinese”, Fausto Perrone “Fantolino”, Lamberto Puecher “l’Omone” e Piero Marini che chiameremo “er mediano d’apertura” in base al ruolo ricoperto nella sua grande squadra di r-ugby. Agli uomini dello stato maggiore, si aggiungono, cammin facendo, molti altri personaggi che interpretano, con slancio e scrupolosa osservanza dei compiti, le parti loro assegnate.
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