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i Festeggiamenti

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La lunga storia dell’Aniene, a tratti solenne conie una Messa cantata, a tratti esaltante, quando descrive l’alto spirito agonistico degli atleti giallocelesti, a tratti allegra, spensierata, scanzonata, inquieta, tempestosa, vive giorni vibranti con le celebrazioni del novantesimo anniversario del Circolo avvenute il 5 e 6 giugno 1982. Era tempo che in casa Aniene non si organizzavano festeggiamenti tanto importanti.

Il primo atto delle celebrazioni si ebbe, con alto spirito di sensibilità umana, nel gennalo del 1982 per un’opera cli alto valore sociale ed umanitario. Il Circolo ospitava infatti, in una serata dai toni emotivi accentuati, il dr. Marcello Candia, industriale lombardo che si è spogliato di ogni suo avere per fondare in Amazzonia un ospedale lebbrosario ove lui stesso vive occupandosi e preoccupandosi di tutta l’organizzazione. Benigni, Petrangeli e Cuzzeri nel 1982.Ogni anno il dr. Candia viene in Italia ed in altri paesi per illustrare il cammino percorso e per raccogliere fondi necessari per superare le difficoltà che sempre si presentano. Anche in questa occasione il cuore dell ‘Aniene si dimostrò generoso come in tutte le circostanze e calamità che hanno mobilitato i sentimenti di umana solidarietà.

Con il primo week-end di giugno iniziarono invece i festeggiamenti veri e propri per il 9Qu anniversario della fondazione. Il programma delle manifestazioni prese il via nella tarda mattinata del sabato con una serie di gare riservate ai soci dell’Aniene e degli altri circoli tiberini accorsi con entusiasmo all’invito dei confratelli gialloeelesti (Tevere Remo, Lazio, Romana Nuoto 1889, Tirrenia, Canottieri del Ferroviario). Prove individuali per tutte le età ed alla fine la grande staffetta di nuoto 12 x 33 metri, quale “girandola” finale.

Pubblico d’eccezione, tifo incredibile per i protagonisti, alcuni veramente attempati, di questi ludi acquatici all’insegna di un patetico “amareord quando andavo forte”. I nomi dei migliori fanno tanta tenerezza. Roberto Pangaro, asso imbattibile degli anni Sessanta, vinceva nettamente i 66 m. stile libero della categoria fino a 35 anni; Carlo Gualdi, gloria della pallanuoto biancazzurra, si imponeva nella categoria fino ai 45 anni; Antonello leradi, pure della Lazio, cx apprezzato quattrocentista e pallanuotista, precedeva il consocio Salvatore Gionta, olimpionico di pallanuoto nel 1960; Alfonso Picone, dirigente la sezione nuoto, nella categoria fino a 55 anni. Nella classe “56 anni e... passa” aveva la meglio il notaio Nino Greco, seguito da Giuseppe Pagani, figlio dell’immortale Alfredo, ad onorare una stirpe di sportivi veraci.

Successo gialloceleste nella staffetta 12 x 33 davanti alla Lazio, alla Tevere Remo, alla Romana Nuoto 1889, alla Tirrenia e al Can. Ferroviario.


I nomi dei dodici eroi: Giuliano Sonnino, Nino Greco, Giuseppe Pagani, Gigi Castellani, Francesco Bianculli, Alfonso Picone, Giuliano Del Bufalo, Lucio Coccia, Adriano Antonelli, Massimo Giannini, Claudio Rossi, Roberto Pangaro. Dopo la conclusione delle avvincenti gare di nuoto si giocava nel pomeriggio la finale del “Doppio giallo” di Tennis (intersociale) vinta dalla coppia Feroci-Zingales su Picchioni-Berti Suman.

 

Poi la gara più attesa, la maratona di 12 kni. con partenza dalla sede dell’Acquacetosa, approdo alla vecchia sede di Lungotevere in Augusta e ritorno alla nuova sede, una sorta di mistica rincorsa all’indietro nel tempo di un passato che non può tornare. Numerosissimi i partenti, meno numerosi gli arrivati, ma tutti felici ed emozionati di essere al via di una gara destinata a rimanere scolpita nella storia del Circolo. Vincitore assoluto era Andrea Masullo della Tirrenia Todaro. Il presidente Guzzi dopo la messa di padre Husu.

In serata era di scena il calcetto, con il successo della compagine della Tevere Remo che hattcva nella finalissima il C.C. Roma. L’Aniene si aggiudicava il terzo posto battendo il C.C. Lazio. Un magnifico sabato di sport si chiudeva quindi per far spazio ad una domenica non meno emozionante ed anzi ancor più viva per manifestazioni commemorative. Alle dieci del mattino un vecchio amico dell’Aniene, padre Francesco Husu, già parroco della Chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria, colui che in tale qualità aveva benedetto i nuovi impianti dell ‘Aniene all ‘Acquacetosa il giorno dell’inaugurazione, celebrava una sentitissima Messa al campo. Padre Husu, colui che, affettuosamente, definiremmo “il cappellano dell’Aniene”.

Impeccabile maestro delle cerimonie l’architetto Tullio Maciocci che, in perfetta tenuta regolamentare (blazer blu con distintivo sociale in oro, bottoni d’oro, cravatta a strisce gialloceleste, pantaloni di flanella), accoglieva autorità ed ospiti. Dopo la Santa Messa aveva inizio la grande parata remiera, perfettamente organizzata dal dirigente preposto al canottaggio Adriano Antonelli con la collaborazione di due personaggi del canottaggio made in Aniene: Elio Santoni ed Emilio Trivini, sotto la guida del consigliere allo sport Maurizio Clerici.

Durante lo svolgimento delle regate volteggiava nel cielo un aereo da turismo con a bordo uno dei soci più attaccati per tradizione al Circolo, Francesco Santovetti, che di questo libro ha curato con amore e tanta passione la parte fotografica. Santovetti, forse emozionato per il fatto di essere entrato alla grande nella storia dell’Aniene, lanciava dall’aereo volantini inneggianti alla storica ricorrenza del “90°” nel Tevere, mancando un bersaglio enorme (un’area di circa tre ettari!) e dimostrandosi un pessimo “bombardiere”, ma garantendo ancora una volta di più, per chi non l’avesse capito, di possedere un cuore grande così. Le regate si svolgevano logicamente “ad handicap” e vedevano la partecipazione, oltre che dell’Aniene, dei circoli remieri e eanoistiei del Tevere: in tutto sedici equipaggi nel canottaggio (otto, quattro con, quattro yole, eanoino, doppio canoino, singolo) dodici nella canoa (k I e k 2).


Tra i partecipanti nomi d’eccezione come il presidente della Federazione Italiana Canottaggio Paolo d’Aloja (numero “2” nell’otto del Canottieri Lazio) Vittorie nell’otto e nel quattro con dell’Aniene, nel quattro yole della Tirrenia, nel doppio canoino della Tevere Remo, nel singolo ancora della Tirrenia. Nella canoa singolo vittoria della Tevere Remo, mentre nella canoa olimpica prevaleva l’Aniene. Nella specialità fluviale l’intramontabile Tilli batteva Giuliano Del Bufalo e Rossi, entrambi dell’Aniene.

 

Nel pomeriggio una gustosa premiazione animata dal presidente Guzzi, dal vice Perrone e dal consigliere allo sport Clerici. Oscar, personaggio storico del Circolo, viene premiato nella piscina coperta.L’applauso più lungo per Antonio Ghiardello, il leggendario capovoga allenatore degli anni Trenta. Poi, dopo un necessario break di qualche ora, alle otto della sera una fantastica cena da ricordare, come logico “replay” di banchetti dei tempi che furono, di cui abbiamo parlato in questa stessa storia. Alle quattro del mattino, in clima dolce vita, una porchetta rosolata a puntino veniva presentata al convitati ancora in grado di resistere ad una vera e propria “maratona gastronomica”. E tra un piatto e l’altro l’esibizione delle ragazze del nuoto sincronizzato guidate da Bruna Rossi.

La chiusura dei festeggiamenti era davvero alla grande con fuochi d’artificio “alla paesana”, su idea di Dante Del Bufalo. Nei due giorni di festa infaticabile come sempre il “maestro di cerimonie”, 1’” animatore”, 1’ “organizzatore” o quel che volete voi del Circolo, Oscar Trinca, un personaggio ormai da anni divenuto tradizionale. Uno scherzoso detto è stato coniato dai soci secondo i quali “AI Circolo non si muove foglia.., che Oscar non voglia!”.