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Gli anni d'oro - Page 7

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Gli anni d'oro
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Un gruppo di consoci.L’acqua irruppe con violenza inaudita facendo indlinare il natante. I primi ad accorgersi del dramma si precipitarono a sollecitare l’intervento dei Vigili del Fuoco. I due custodi intanto non davano segni di vita, gli sforzi dei soccorritori si concentrarono subito nel tentativo di salvarli.

 

Improvvisamente, dalla stessa parete nella quale si era aperta la falla usciva a nuoto uno dei due custodi (il popolare Nazzareno) il quale, per sua fortuna, aveva la cuccetta in una piccola stanza che dava sull’esterno. Svegliato dall’acqua che entrava impetuosamente era riuscito a slanciarsi verso l’apertura ed a trovare la sospirata via della salvezza.

Per il secondo custode la sorte non era altrettanto benigna: la collocazione della stanza nella quale dormiva era tale da impedirgli ogni speranza. Livio Licini, appena trentatreenne, fu infatti ripescato cadavere. Anche il galleggiante non ebbe scampo. Nonostante le catene e gli ormeggi che lo trattenevano, appesantito dalla grande quantità d’acqua e dai detriti d’ogni genere trasportati dalla corrente, affondò presto fino al secondo piano.

Si praticò allora un foro sul tetto per cercare di salvare il salvabile, e si poterono recuperare poche suppellettili, mentre andarono perduti trofei, quadri, fotografie che abbellivano l’interno. Purtroppo Roma, dopo 25 anni, perdeva uno dei punti di riferimento più famosi sul Tevere! Il Circolo reagì in modo commosso ed orgoglioso. Sei giorni dopo la disgrazia veniva convocata un’assemblea straordinaria, diretta a concordare subito e coraggiosamente il piano necessario per ridar vita al Circolo. Un colpo durissimo certo ove si pensi che l’Aniene, oltre a perdere il galleggiante, perse anche tutto il patrimonio costituito dalle barche. Un colpo dal quale però i soci, compatti come non mai, seppero presto riprendersi.

Frattanto, dopo un “regno” di nove anni, il generale Vaccaro lasciava la presidenza nel 1939 e lo sostituiva per brevissimo tempo nella carica Antonio Cremisini. Proprio in quel periodo il governatore di Roma, con dellbera del 23 gennaio 1939 (la numero 416), concedeva in uso al Reale Circolo Canottieri Aniene, per la costruzione di una nuova sede sociale, una ampia area ubicata al Lungotevere delle Navi, a ridosso del porto fluviale. La concessione provocò nel Circolo furiose battaglle verbali fra coloro che volevano il trasferimento ed i nostalgici che vi si opponevano, decisi a non abbandonare la sede ubicata nel centro storico, piena di ricordi.

La lotta tra le due parti continuò per un certo periodo nelle assemblee, combattuta a base di cartelli con scritte a volte insolenti, epigrammi, libelli e sfottimenti. Nel vero spirito dell’Aniene! Alla fine prevalsero i cosiddetti nostalgici ed il progetto venne abbandonato. I soci continuavano a frequentare intanto la Vecchia Casina ed i due galleggianti rimasti, con un occhio rivolto alle vicende che freneticamente venivano a susseguirsi. E infatti, proprio nel 1939, il I settembre, la Germania di Hitler invadeva la Polonia e due giorni dopo gli anglo-francesi dichiaravano guerra al Reich.

L’Italia, per volontà di Mussolini, dichiarava la “non belligeranza”, una illusione destinata presto a morire. L’Aniene nominava il suo nuovo presidente nella persona del prof. Ignazio Neuschuler, clinico oftalmico di fama internazionale. Sarebbe stato presidente per tutto l’arco del conflitto, dal 1940 al 1946.