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Poi la gara più attesa, la maratona di 12 kni. con partenza dalla sede dell’Acquacetosa, approdo alla vecchia sede di Lungotevere in Augusta e ritorno alla nuova sede, una sorta di mistica rincorsa all’indietro nel tempo di un passato che non può tornare. Numerosissimi i partenti, meno numerosi gli arrivati, ma tutti felici ed emozionati di essere al via di una gara destinata a rimanere scolpita nella storia del Circolo. Vincitore assoluto era Andrea Masullo della Tirrenia Todaro. ![]()
In serata era di scena il calcetto, con il successo della compagine della Tevere Remo che hattcva nella finalissima il C.C. Roma. L’Aniene si aggiudicava il terzo posto battendo il C.C. Lazio. Un magnifico sabato di sport si chiudeva quindi per far spazio ad una domenica non meno emozionante ed anzi ancor più viva per manifestazioni commemorative. Alle dieci del mattino un vecchio amico dell’Aniene, padre Francesco Husu, già parroco della Chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria, colui che in tale qualità aveva benedetto i nuovi impianti dell ‘Aniene all ‘Acquacetosa il giorno dell’inaugurazione, celebrava una sentitissima Messa al campo. Padre Husu, colui che, affettuosamente, definiremmo “il cappellano dell’Aniene”.
Impeccabile maestro delle cerimonie l’architetto Tullio Maciocci che, in perfetta tenuta regolamentare (blazer blu con distintivo sociale in oro, bottoni d’oro, cravatta a strisce gialloceleste, pantaloni di flanella), accoglieva autorità ed ospiti. Dopo la Santa Messa aveva inizio la grande parata remiera, perfettamente organizzata dal dirigente preposto al canottaggio Adriano Antonelli con la collaborazione di due personaggi del canottaggio made in Aniene: Elio Santoni ed Emilio Trivini, sotto la guida del consigliere allo sport Maurizio Clerici.
Durante lo svolgimento delle regate volteggiava nel cielo un aereo da turismo con a bordo uno dei soci più attaccati per tradizione al Circolo, Francesco Santovetti, che di questo libro ha curato con amore e tanta passione la parte fotografica. Santovetti, forse emozionato per il fatto di essere entrato alla grande nella storia dell’Aniene, lanciava dall’aereo volantini inneggianti alla storica ricorrenza del “90°” nel Tevere, mancando un bersaglio enorme (un’area di circa tre ettari!) e dimostrandosi un pessimo “bombardiere”, ma garantendo ancora una volta di più, per chi non l’avesse capito, di possedere un cuore grande così. Le regate si svolgevano logicamente “ad handicap” e vedevano la partecipazione, oltre che dell’Aniene, dei circoli remieri e eanoistiei del Tevere: in tutto sedici equipaggi nel canottaggio (otto, quattro con, quattro yole, eanoino, doppio canoino, singolo) dodici nella canoa (k I e k 2).
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